Israele distrugge una postazione di Hamas

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 6:03 in Israele Palestina

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Continuano i raid aerei delle forze israeliane contro le postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta al lancio di missili e proiettili provenienti dal territorio palestinese.

All’alba di martedì 2 gennaio, un raid degli aerei da guerra israeliani ha colpito una postazione delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nella città di Khan Yunis, situata nella zona meridionale della Striscia di Gaza. L’attacco, che causato ingenti danni al sito, sarebbe stato condotto in risposta al lancio di un “proiettile” dal territorio della Striscia di Gaza, avvenuto il giorno precedente.

Lunedì 1 gennaio, un proiettile, sparato dalla Striscia di Gaza, avrebbe colpito il territorio meridionale di Israele, esplodendo vicino a una città, senza causare danni o vittime, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano. Nonostante il lancio del proiettile non sia stato rivendicato da alcuna fazione palestinese, l’esercito israeliano ha più volte sottolineato che avrebbe ritenuto Hamas direttamente responsabile per qualunque “attività ostile” proveniente dal territorio della Striscia di Gaza. La posizione di Israele è stata ribadita mercoledì 27 dicembre, quando il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva avvisato che non sarebbero stati tollerati ulteriori attacchi da parte da Hamas o di altri gruppi terroristici e che Israele avrebbe impiegato tutti i mezzi a sua disposizione per difendere la sicurezza e la sovranità dello Stato.

L’ultimo episodio di questo genere era avvenuto il 29 dicembre 2017, in occasione della quarta giornata della collera, indetta dal movimento Hamas, in risposta alla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciata il 6 dicembre, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferire l’ambasciata americana nel Paese da Tel Aviv alla Città Santa. In tale occasione, erano stati lanciati 3 razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele. Di questi, due erano stati intercettati dal sistema di sicurezza aerea israeliano e il terzo era caduto nel kibbutz di Nachal Oz, al confine con il territorio palestinese. Anche in questo caso, le forze israeliano avevano risposto effettuando attacchi aerei e via terra contro due avamposti di Hamas, nonostante si ritenesse che la responsabilità degli attacchi palestinesi fosse da attribuire ad altri gruppi estremisti presenti nella Striscia di Gaza.

Precedentemente, nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 dicembre, alcuni razzi erano stati indirizzati verso Israele, colpendo un’abitazione. Anche in quell’occasione, l’esercito israeliano aveva risposto agli attacchi con raid aerei e incursioni a terra nei giorni immediatamente seguenti. Nel 2017, sono stati lanciati 23 razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele, 18 dei quali soltanto nel mese di dicembre. L’escalation di violenza è una diretta conseguenza della decisione del presidente americano, Donald Trump.  In seguito ai ripetuti attacchi da parte dei palestinesi, oltre alle incursioni e ai raid aerei, il 14 dicembre le forze israeliane avevano deciso di chiudere gli attraversamenti di confine con la Striscia di Gaza e con la Cisgiordania.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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