Hong Kong: in 6 mila in piazza contro Pechino

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 6:05 in Asia Hong Kong

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Sei mila persone sono scese in piazza ad Hong Kong per protestare contro l’ingerenza della Cina continentale sul governo dell’isola, il 1 gennaio, dando sfogo alla frustrazione accumulata durante il 2017.

Il 2017 è stato un anno difficile per l’isola di Hong Kong. È stato un anno che ha segnato il 20esimo anniversario del ritorno dell’isola sotto il controllo del governo di Pechino e della fine del suo status di colonia britannica. Il 2017 è stato anche l’anno in cui è stata eletta governatrice dell’isola Carrie Lam, candidata favorita proprio dal governo di Xi Jinping, grazie alla legge elettorale modificata dalla Cina nel 2014 per evitare la realizzazione del pieno suffragio universale, previsto dalla Basic Law, la costituzione di fatto di Hong Kong frutto dei negoziati tra Regno Unito e Cina nel 1997.

Nel corso del 2017, la maggior parte dei protagonisti del Movimento degli Ombrelli – l’ondata delle proteste pacifiche che ha paralizzato Hong Kong tra il settembre e il dicembre del 2014 con il tentativo di opporsi alla modifica della legge elettorale voluta da Pechino – sono stati arrestati e sei legislatori fautori della democrazia sono stati espulsi.

Il 2017 è stato, secondo i cittadini di Hong Kong, l’anno in cui le libertà democratiche e l’autonomia di governo dell’isola previste dal principio “un Paese, due sistemi” sotto il quale Hong Kong è tornata al dominio di Pechino, sono state messe più a rischio dall’ingerenza della Cina.

Tra i 6 mila manifestanti scesi in piazza il primo dell’anno, c’erano molte persone di mezza età e cittadini anziani, ciò ha mostrato come l’insofferenza nei confronti della Cina, inizialmente molto diffusa tra le fasce più giovani della popolazione, stia dilagando in tutti gli strati della società.

L’ultima goccia che ha spinto i cittadini di Hong Kong a scendere in piazza è stata la decisione del governo cinese in merito a una stazione della ferrovia ad alta velocità presa l’ultima settimana di dicembre. Pechino ha dichiarato che la stazione, in costruzione, verrà considerata territorio del Continente a tutti gli effetti e che al suo interno vigeranno le leggi cinesi e non quelle di Hong Kong.

“Vogliamo dire al governo che non ci arrenderemo”, ha dichiarato Joshua Wong, uno dei protagonisti del Movimento degli Ombrelli, attualmente in libertà in attesa dell’udienza in appello del processo a suo carico che prevede 8 mesi di prigione per attività “sovversive”. “Abbiamo avuto molte difficoltà nell’ultimo anno, molti di noi sono stati processati e incarcerati, ma continuiamo a stare dalla parte dei cittadini Hong Kong. Combatteremo per lo stato di diritto, per Hong Kong, per il suo futuro, per le prossime generazioni”, ha dichiarato Joshua Wong.

La polizia afferma che i manifestanti fossero 6 mila e duecento, secondo gli organizzatori sarebbero stati più di 10 mila.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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