Honduras: i gesuiti contro il governo

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 14:16 in America Latina America centrale e Caraibi

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“Bugie e false accuse cercano di minare il lavoro di quanti sono impegnati nell’organizzazione popolare per la resistenza pacifica e democratica; queste persone operano per la tutela del voto popolare” – è quanto si legge in una nota inviata all’Agenzia Fides e firmata dalla Conferenza dei Provinciali in America Latina e i Caraibi (CPAL) della Compagnia di Gesù.

La nota dei gesuiti difende il lavoro di padre Ismael Moreno e condanna le minacce rivolte al religioso e ad altri operatori sociali che hanno reso pubblica la loro opposizione alla frode elettorale consumatasi del novembre scorso, che ha portato alla rielezione – contestata anche dall’Organizzazione degli Stati Americani – del presidente Juan Orlando Hernández.

Padre Moreno, assieme ad altri attivisti vicini alla chiesa cattolica honduregna, è stato accusato di legami con il narcotraffico e di fomentare la violenza politica che scuote il paese ormai da oltre un mese.

“Siamo indignati per il modo in cui si vuole mettere a tacere la voce del popolo honduregno. Né padre Moreno né gli altri menzionati sono persone violente, né hanno legami con il narcotraffico, né hanno commesso alcun crimine per il quale dovrebbero essere perseguitati – si legge nella nota – Rifiutiamo tutti i metodi intimidatori che il governo del signor Juan Orlando Hernández sta utilizzando contro persone e istituzioni dell’opposizione. Esprimiamo la nostra più grande solidarietà e rispetto per il lavoro svolto da padre Moreno e dai compagni che sono stati accusati falsamente e sono vittime di calunnie”.

“Di fronte a tutta la comunità internazionale – prosegue la dichiarazione dei gesuiti – consideriamo il signor Juan Orlando Hernández e il suo governo responsabili della sicurezza e dell’integrità fisica e morale delle otto persone accusate ingiustamente; li riteniamo responsabili del caos politico e sociale in cui il popolo honduregno è immerso oggi”.

La nota è firmata da padre Roberto Jaramillo Bernal, presidente della CPAL.

La Chiesa, le cui alte gerarchie hanno inizialmente appoggiato Hernández per poi prenderne via via le distanze, ricorda che il 68% della popolazione del paese mesoamericano vive in condizioni di miseria, e che nel solo 2017 oltre 300.000 persone si sono aggiunte agli honduregni che vivono sotto la soglia di povertà.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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