Cina: media Usa diffondono notizie false

Pubblicato il 3 gennaio 2018 alle 17:05 in Asia Cina

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La Cina ha negato le accuse mosse ai suoi leader dalla stampa degli Stati Uniti in merito al suo presunto impegno nel garantire la sopravvivenza del regime della Corea del Nord “a qualsiasi costo”.

Il Partito Comunista Cinese avrebbe garantito al regime della Corea del Nord la sua sopravvivenza a qualsiasi prezzo. Queste sono le informazioni contenute in un documento in lingua cinese che il sito di news americano Washington Free Bacon afferma provenire dall’Ufficio Affari Generali del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha dichiarato le informazioni diffuse dal giornale americano “false” e ha aggiunto che “chiunque sia dotato di buon senso può accorgersi che il documento è un falso”.

Il file in lingua cinese su cui le accuse del Washington Free Bacon – sito di news di stampo conservatore – si fondano è lungo 5 pagine, datato 15 settembre 2017 e riporta il timbro rosso del Comitato Centrale del Partito. La data in cui il documento sarebbe stato prodotto è successiva di 2 settimane all’ultimo test nucleare di Pyongyang, avvenuto il 3 settembre, e precedente di un mese all’apertura del XIX Congresso del Partito Comunista, apertosi a Pechino il 18 ottobre.

Il documento contiene rassicurazioni per il regime di Kim Jong-un e garantisce un incremento del 15% dei fondi destinati a Pyongyang “per la vita quotidiana e la costruzione di infrastrutture”. In cambio, non è necessario che la Corea del Nord “rinunci immediatamente e completamente alle sue armi nucleari, ma deve impegnarsi a non effettuare nuovi test nucleari”, secondo quanto afferma il documento.

Il Washington Free Bacon sarebbe venuto in possesso del documento tramite un contatto in Cina con collegamenti all’interno dell’intelligence e della sicurezza.

L’escalation di tensione sulla penisola coreana e il programma nucleare e missilistico di Pyongyang hanno messo in difficoltà l’alleanza storica tra Pechino e Pyongyang. La Cina, seconda potenza economica globale che cerca di consolidare la sua posizione sullo scacchiere geopolitico internazionale, ha sostenuto le risoluzioni Onu contro la Corea del Nord e ne condanna le violazioni. Nel corso del 2017, Pechino ha interrotto le esportazioni di carbone verso la Corea del Nord e ridotto drasticamente l’interscambio commerciale, allineandosi con le sanzioni Onu. Gli Stati Uniti ritengono che la Cina non abbia fatto abbastanza per mettere pressione su Pyongyang e condurla ad abbandonare il programma nucleare e missilistico.

Pechino ritiene che la responsabilità per la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti non sia tutta di Pyongyang e chiede, come premessa per il ritorno al dialogo, il “doppio stop”. Il doppio stop prevede la fine dei test missilistici e nucleari di Pyongyang e, in contemporanea, la fine delle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud.

di Redazione

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