IOM: 19,000 migranti rimpatriati dalla Libia entro primi giorni del 2018

Pubblicato il 2 gennaio 2018 alle 12:23 in Immigrazione Libia

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) prevede che, entro i primi giorni del 2018, salgano a 19,000 i migranti evacuati dalla Libia e riportati nei Paesi di origine, grazie all’iniziativa Voluntary Humanitarian Return Assistance (VHR).

Tale programma, nel 2017, ha permesso il rimpatrio di 18,803 persone che erano state precedentemente rinchiuse nei centri di detenzione libici. Nel corso dell’anno passato, l’IOM aveva identificato 432,574 migranti, concentrati nelle aree di Tripoli, Misrata e Almagreb, che necessitavano assistenza immediata. Tuttavia, le stime su tutto il Paese si aggirano tra i 700,000 e 1 milione.

Le procedure di rimpatrio e di ricollocamento dei migranti presenti in Libia sono state velocizzate in seguito alla pubblicazione, il 14 novembre, di un video da parte della CNN in cui venivano mostrati rifugiati africani venduti all’asta come schiavi. Ciò ha provocato l’indignazione delll’Onu, il quale ha accusato i governi europei di complicità con le autorità libiche per i trattamenti disumani subiti dai migranti. Il 29 e 30 novembre, in occasione del summit dell’Unione Europea e dell’Unione Africana a Abidjan, in Costa d’Avorio, la Libia ha raggiunto un accordo con i leader europei e africani per effettuare rimpatri di emergenza dei rifugiati e dei migranti che hanno subito violenze e abusi all’interno dei centri di detenzione libici.

Di conseguenza, il 29 novembre, la Nigeria ha riferito di aver avviato le procedure per il rimpatrio dei cittadini nigeriani presenti in Libia. Successivamente, il 6 dicembre, il Marocco ha annunciato che avrebbe messo a disposizione alcuni aerei per effettuare il rimpatrio nei Paesi africani di 3,800 migranti. L’8 dicembre, il governo dell’Etiopia ha reso noto di aver avviato le procedure di rimpatrio per i migranti etiopi che si trovano nei centri di detenzione libici. E ancora, il 12 dicembre, l’IOM, insieme al governo del Niger, ha iniziato le procedure di rimpatrio per i quasi 4,000 migranti che si sono registrati per il rientro volontario, presso l’ambasciata nigerina in Libia. Il 22 dicembre, l’Italia ha inaugurato il primo corridoio umanitario con la Libia, accogliendo 162 migranti che precedentemente erano detenuti nei centri libici e, il 26 dicembre, le autorità di Tripoli hanno rimpatriato 142 migranti illegali in Guinea, con l’aiuto dell’IOM.

Da anni, la Libia costituisce il principale porto di partenza delle imbarcazioni cariche di migranti che salpano alla volta dell’Italia e dell’Europa. In seguito alla caduta del regime di Gheddafi, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano è scivolato in una situazione di completa instabilità politica, sociale ed economica. Attualmente, la Libia è divisa in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani si stanno approfittando della situazione, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Questi trattamenti non sono destinati soltanto agli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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