Immigrati etiopi in Arabia Saudita denunciano abusi e torture

Pubblicato il 2 gennaio 2018 alle 6:01 in Etiopia Immigrazione

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Un gruppo di lavoratori etiopi senza documenti ha rivelato di aver subito gravi abusi da parte della polizia saudita prima di essere espulso dal Paese del Golfo. Secondo quanto riportato da al-Jazeera English, gli agenti sauditi avrebbero inflitto torture sia psicologiche, sia fisiche e avrebbero costretto i cittadini etiopi a stare rinchiusi in campi di prigionia in pessime condizioni. “La cella dove sono stato sbattuto era talmente sporca da avermi fatto contrarre malattie, sembrava un bagno”, ha riferito uno degli etiopi. Oltre ad essere picchiati e maltrattati, i cittadini dell’Etiopia vengono anche derubati e minacciati di morte, nel caso in cui tentassero la fuga.

L’Arabia Saudita, il maggiore Paese esportatore di petrolio al mondo, ospita circa 400,000 cittadini etiopi senza permessi di soggiorno, i quali lavorano in nero come domestici o operai. Il numero di etiopi che raggiungono il regno saudita attraverso i trafficanti di esseri umani è cresciuto particolarmente negli ultimi anni. Secondo le stime del Regional Mixed Migration Secretariat, lo scorso anno, più di 111,500 rifugiati provenienti dal Corno d’Africa hanno attraversato il territorio dello Yemen, dove è in corso una guerra civile dal marzo 2015, per tentare di raggiungere l’Arabia Saudita. Tale tratta, anche se molto rischiosa, è utilizzata dalla maggior parte dei migranti che mirano ad arrivare in territorio saudita, in quanto è meno costosa di altre.

Una volta arrivati a destinazione, la maggior parte dei migranti etiopi e somali iniziano a lavorare a nero come domestici, talvolta per più di 20 ore al giorno, vedendo calpestati i propri diritti. Ad oggi, sono circa 250,000 gli stranieri senza documenti arrestati dalla polizia saudita, mentre 96,000 etiopi sono già stati rimandati in patria. Le politiche di espulsione vennero inaugurate nel 2013, anno in cui le autorità di Riad annunciarono di voler mandare via dal regno tutti i migranti illegali, per ridurre la disoccupazione del 12% e creare posti di lavoro per i cittadini sauditi, ma anche per motivi di sicurezza nazionale. Nel solo 2013, 2,5 milioni di migranti illegali hanno lasciato l’Arabia Saudita, molti volontariamente, mentre altri sono stati deportati.

Quanto riportato da al-Jazeera English era già stato denunciato, il 9 maggio 2015, da Human Rights Watch, che pubblicò un report in cui denunciava le condizioni degradanti e i maltrattamenti subiti dai migranti illegali in Arabia Saudita. Secondo le testimonianze raccolte, non solo i migranti arrestati venivano trattenuti in condizioni precarie, ma subivano spesso abusi da parte delle guardie saudite. Dall’altra parte, Riyad ha sempre dichiarato, attraverso le amnistie concesse nel corso degli anni, di aver sempre dato l’opportunità ai lavoratori illegali di lasciare il Paese volontariamente.

Nonostante l’altissimo numero di cittadini etiopi che lavorano all’estero, l’Etiopia è uno degli attori principali del Corno d’Africa, sia sul piano economico, sia sul piano della sicurezza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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