Brasile, sommossa in carcere: 9 morti

Pubblicato il 2 gennaio 2018 alle 9:08 in America Latina Brasile

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Nove persone sono morte e quattordici sono rimaste ferite in seguito a una sommossa scoppiata nel carcere di Goiânia, nello stato di Goiás, 210 Km a sud-ovest di Brasilia, lo scorso 1 gennaio.

Approfittando della sommossa, 106 prigionieri sono evasi, di questi 29 sono stati arrestati poche ore dopo. Altri 127 detenuti, fuggiti sfruttando il caos, si sono riconsegnati spontaneamente alle autorità carcerarie.

A causare la sommossa una rissa scoppiata fra due gang rivali. Detenuti comuni, ma evidentemente affiliati alle bande, hanno invaso la zona del carcere dov’erano detenuti i membri delle gang, decapitando due persone, secondo quanto riferiscono le autorità di polizia dello stato di Goiás.

Le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo del carcere nel tardo pomeriggio ora locale.

Il 2018 si apre dunque come il 2017, con una sommossa carceraria che causa morti e feriti. Lo scorso anno, il 3 gennaio, a Manaus, nello stato di Amazonas, 60 persone morirono a seguito di una sommossa carceraria.

Il sistema penitenziario brasiliano finisce dunque nuovamente sotto accusa e rinascono le polemiche fra governo centrale e stati federali. 

Le autorità carcerarie dello stato di Goiás lamentano che ogni guardia deve controllare in media 300 prigionieri

Il principale quotidiano del paese, O Globo, denuncia l’inefficienza del governo federale. Dal 2007 al 2017 sono state bloccate o cancellate 72 opere nell’ambito penitenziario, per un totale di quasi 400 milioni di Reais (117 milioni di euro). Tali opere avrebbero dovuto generare oltre diecimila nuovi posti e rendere più gestibile il sistema.

La relazione del Dipartimento Penitenziario Nazionale del Ministero della Giustizia accusa, invece, gli stati della situazione attuale. I ritardi nell’inizio dei lavori sarebbero la causa principale della cancellazione dei contratti d’appalto, e questo – sottolinea la relazione – è di responsabilità statale e non federale. Molti appalti sono stati cancellati in seguito alle indagini della magistratura nel quadro dell’operazione Lava Jato, la tangentopoli brasiliana che coinvolge l’intero sistema politico del gigante latinoamericano, a livello statale e federale.

Lo stato di Rio de Janeiro, con 12 contratti disattesi per quasi 1500 posti e 62 milioni di Reais è in cima a questa speciale classifica.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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