Afghanistan: 2018 si apre con nuovi attacchi

Pubblicato il 2 gennaio 2018 alle 10:36 in Afghanistan Asia

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L’ultimo giorno dei 2017 e i primi due giorni del 2018 in Afghanistan sono stati caratterizzati da attacchi terroristici da parte dei gruppi militanti locali.

Il 31 dicembre, almeno 18 persone sono morte, mentre altre 13 sono rimaste ferite in un attentato avvenuto contro un funerale nell’est del Paese, nella città di Jalalabad, capitale della provincia di Nangarhar. Nessuna organizzazione specifica ha rivendicato l’azione, anche se i talebani hanno negato il proprio coinvolgimento. È probabile che sia stata opera della Khorasan Province, la branca dell’ISIS presente in Afghanistan e in Pakistan dal 2015, che è particolarmente attiva nella provincia di Nagarhar.

Il 2 gennaio, invece, almeno 3 poliziotti sono rimasti feriti in un’esplosione a Kabul, nell’area di Bangh-e-Daud, nei pressi del quinto distretto di polizia della capitale. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa afghana, Khaama Press, un’auto della polizia sarebbe saltata in aria per via di un ordigno precedentemente installato al suo interno. Al momento, nessun gruppo ha reclamato l’incidente ma, ancora una volta, potrebbe essere stata opera dei militanti affiliati dello Stato Islamico, dal momento che, il 28 dicembre, almeno 40 persone sono morte, mentre altre 30 sono rimaste ferite in un attacco suicida rivendicato dall’ISIS a Kabul che ha colpito l’ufficio dell’agenzia stampa Afghan Voice e il centro culturale sciita Tabyan. Si è trattato di uno degli attentati più mortali avvenuti nella capitale afghana da quando il gruppo ha cominciato ad essere attivo, nel 2015.

L’agenzia di stampa afghana rende altresì noto che, il 2 gennaio, almeno 78 militanti dell’ISIS sono morti in un raid congiunto delle forze americane e afghane, presso la provincia di Nangarhar, nel distretto di Haska Mina. Da quando il presidente americano, Dinald Trump, ha annunciato la nuova strategia statunitense in Afghanistan, il 21 agosto scorso, i bombardamenti contro i terroristi sono aumentati in tutto il Paese. La CNN riferisce che, nel solo mese di ottobre 2017, gli USA hanno sganciato 653 bombe e missili in Afghanistan, segnando un netto aumento rispetto alle 203 munizioni utilizzate lo stesso mese nel 2016.

Affiliati dell’ISIS in Afghanistan emersero per la prima volta nel 2014, prendendo il controllo di remote zone della provincia di Nangarhar. Da subito, attirarono l’attenzione degli Stati Uniti che, all’epoca, avevano ridotto la propria presenza nel Paese asiatico, limitandosi a compiere operazioni antiterrorismo contro i talebani e contro al-Qaeda. Secondo Mujib Mashal, autore del New York Times, gli ufficiali statunitensi ed afghani non credono che la Khorasan Province mantenga contatti con i militanti dell’ISIS che operano in Siria e in Iraq ma che, al contrario, i suoi membri siano soprattutto legati ai combattenti pakistani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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