Natale senza prosciutto: Maduro accusa il Portogallo

Pubblicato il 1 gennaio 2018 alle 10:07 in Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Il Portogallo non ha mantenuto gli impegni” ha dichiarato Nicolás Maduro parlando alla nazione in TV lo scorso 27 dicembre. Il presidente venezuelano ha accusato Lisbona di aver bloccato l’esportazione di prosciutto nel paese latinoamericano, aggravando così il cronico deficit di beni alimentari e di prima necessità che attraversa il Venezuela.

“È il risultato della politica delle sanzioni voluta da Washington su richiesta dei suoi lacché” – ha accusato il leader chavista.

Come conseguenza il 28 e il 29 dicembre centinaia di sostenitori del leader venezuelano hanno manifestato il loro scontento contro l’ambasciata portoghese a Caracas, accusando il Portogallo di aver costretto i venezuelani a trascorrere le feste di Natale senza prosciutto.

Le proteste, invero, erano iniziate tra domenica 24 e lunedì 25 contro il governo nei quartieri popolari Catia e La Vega, alla periferia di Caracas. Le borse di alimenti che il governo distribuisce ogni 15 giorni per far fronte al deficit di derrate alimentari iniziato ormai da oltre un anno, non contenevano, infatti, il prosciutto che il Venezuela importa dal Portogallo.

Il prosciutto non solo è tradizionale sulle tavole venezuelane il giorno di Natale, ma era anche stato promesso dal governo in cambio del voto in occasione delle recenti elezioni municipali.

Il leader chavista, tuttavia, ha preso in mano la situazione, indirizzando l’ira popolare contro Lisbona, accusata di “rovinare le vacanze di Natale ai venezuelani”.

La Raporal, una delle imprese che esporta prosciutto in Venezuela, ha reso noto che non è in atto alcun sabotaggio da parte delle autorità portoghesi, e sottolinea che il governo di Caracas non ha ancora onorato i pagamenti per le forniture del 2016.

Le dichiarazioni dell’azienda hanno costretto l’ambasciatore venezuelano a Lisbona a ricevere una delegazione di imprenditori, cui ha promesso che nei prossimi giorni Caracas pagherà i debiti e anticiperà una quota per le forniture pattuite fino a marzo 2018.

“Avevo firmato personalmente gli ordini di pagamento – ha giurato Maduro in TV il 29 dicembre – ma gli Stati Uniti hanno bloccato i nostri conti bancari e il Portogallo ha deciso di sabotarci”.

“Sono certo che il governo portoghese non ha il potere di sabotare i prosciutti” – ha risposto con ironia il ministro degli esteri di Lisbona Augusto Santos Silva.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.