Intelligence pakistana: Bin Laden si stabilì in Afghanistan nel 2007

Pubblicato il 31 dicembre 2017 alle 7:21 in Afghanistan Pakistan

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L’intelligence militare pakistana, Inter Services Intelligence (ISI), ha rivelato che il fondatore di al-Qaeda, Osama Bin Laden, si stabilì in Afghanistan nel 2007 per pianificare e coordinare operazioni terroristiche e assassinii in Pakistan.

L’agenzia di stampa afghana, Khaama Press, riporta che nella lista nera di Bin Laden erano presenti ex ufficiali pakistani, tra cui il presidente Pervez Mushrraf, e il leader di Jamiat Ulema-e-Islam, Fazal-ur-Rehman. Il piano prevedeva che il corriere del terrorista, chiamato Musa Tariq, raggiungesse gli obiettivi attraverso il Waziristan, trasportando materiale esplosivo per compiere l’azione. L’agenzia di intelligence pakistana ha rilasciato le notizie a distanza di 10 anni dall’assassinio di diversi ufficiali, tra cui il politico Benazir Bhutto.

Bin Laden è stato ucciso in un raid delle forze speciali americane il 2 maggio 2011 ad Abbottabad, in Pakistan. Il 2 novembre scorso, la CIA ha rilasciato un vasto archivio di documenti e video recuperati nel corso di tale operazioni, in linea con il principio della trasparenza e per permettere al pubblico di meglio comprendere al-Qaeda e il suo ex leader. “Il rilascio di questi documenti fornisce l’opportunità al popolo americano e al mondo di capire più a fondo i piani di questa organizzazione terroristica”, ha spiegato il direttore dell’agenzia, Mike Pompeo. Tra il materiale pubblicato, ci sarebbe anche il diario personale del fondatore di al-Qaeda che, secondo quanto riferito da Ali Younes su al-Jazeera in lingua inglese, permette di entrare nella mente del terrorista. Dalla lettura del documento, riporta l’autore, emerge che Bin Laden si limitava a commentare gli eventi che accadevano, senza elaborare strategie per influenzare il loro corso. In particolare, il tema dominante del diario sono le rivolte nei Paesi arabi del 2011.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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