Grecia-Turchia: tensioni per asilo a soldato turco

Pubblicato il 31 dicembre 2017 alle 11:11 in Grecia Turchia

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Il governo della Grecia ha reso noto di aver presentato un’istanza di cancellazione dell’asilo concesso a un soldato turco, il quale è accusato di coinvolgimento nel tentativo di golpe del 2016 in Turchia. Ad avviso di Ankara ciò potrebbe logorare le relazioni bilaterali con Atene.

L’ufficializzazione della notizia è avvenuta sabato 30 dicembre, e adesso il compito di indagare la vicenda sarà affidato alla Corte amministrativa d’appello del Paese.
Otto soldati turchi hanno cercato rifugio in Grecia in seguito al colpo di Stato che è avvenuto fallimentarmente in Turchia il 15 luglio del 2016. Sette di loro avevano fatto richiesta d’asilo e non era stato loro accordato, ma erano stati trattenuti in custodia preventiva.
In merito all’ottavo soldato, il comitato greco preposto al vaglio delle richieste d’asilo, composto da un gruppo di giudici e periti del Paese, era giunto alla decisione di approvare l’istanza del cittadino turco. Le autorità turche, che avevano immediatamente chiesto l’estradizione degli otto soldati all’indomani del golpe, ma che non avevano visto la loro richiesta esaudita da parte della Grecia, hanno reagito con veemenza a tale notizia, comunicando che una simile mossa avrebbe ripercussioni sulle relazioni bilaterali e sulla cooperazione tra i due Paesi.

Atene, dal canto suo, ha risposto annunciando di continuare a tener fede alla sua posizione in merito agli otto soldati come è stato già espresso più volte pubblicamente; a diffondere la replica greca è stato un alto rappresentante governativo. La posizione della Grecia, che egli ha menzionato, è una presa di distanza con cui il Paese aveva affermato di non incoraggiare né supportare insurrezionisti favorevoli ai colpi di Stato. In tale occasione la nazione aveva anche ribadito che il suo sistema giuridico è indipendente.
Un appartenente alle forze dell’ordine greco ha affermato che il soldato a cui era stato accordato il diritto d’asilo sarà rilasciato dalla custodia e rimesso in libertà.

Il ministero degli Esteri della Turchia, all’indomani della decisione di concedere asilo al soldato, ha rilasciato un comunicato in cui afferma che la Grecia, accogliendo la richiesta d’asilo di uno degli otto cospiratori nazionali coinvolti nel golpe del 15 luglio 2016, ha ancora una volta dimostrato di essere un Paese che protegge e accoglie i cospiratori.
I tribunali greci hanno bloccato due richieste di estradizione avanzate dalle autorità turche, provocando una reazione d’ira di Ankara e riaccendendo le tensioni che contrassegnano i rapporti bilaterali tra i due alleati della NATO, che sono in disaccordo su molteplici tematiche soprattutto da quando il presidente turco Erdogan ha assunto crescenti poteri nel Paese, destando le preoccupazioni della vicina Grecia.

Durante la visita in Grecia del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, avvenuta nel corrente mese di dicembre, Ankara ha ribadito di non gradire che oltre il confine greco si crei un rifugio sicuro per i cospiratori che minacciano il governo turco.

La Grecia e la Turchia sono state sull’orlo del conflitto in numerose occasioni (le principali: 1974, 1987, 1996) in primo luogo a causa di dispute su Cipro, divisa etnicamente, oltre che per i diritti sui minerali presenti nel mar Egeo, e per la contesa della sovranità sugli isolotti disabitati presenti in quest’ultimo.
Dal colpo di Stato fallito, le autorità turche hanno arrestato circa 50mila persone, mentre oltre 150mila sono state licenziato o sospese dai posti di lavoro nell’esercito e nei settori pubblici e privati.
I gruppi umanitari e i leader occidentali temono che il presidente turco Erdogan stia usando il golpe sventato come pretesto per smorzare ogni dissenso e mettere a tacere l’opposizione. Ankara ha ribattuto che si tratta di misure di sicurezza necessarie per far fronte alle minacce che pendono sul governo della Turchia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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