Corea del Nord: continueremo col nucleare nel 2018

Pubblicato il 31 dicembre 2017 alle 13:53 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha dichiarato che nel 2018 il suo programma nucleare proseguirà.

L’agenzia di stampa nordcoreana KCNA Watch ha pubblicato, sabato 30 dicembre, un resoconto dettagliato dell’attività missilistica nucleare del Paese durante il 2017, intitolato “Nessuna forza può prevalere sull’indipendenza e sulla giustizia”. L’articolo afferma che non saranno apportate modifiche alla politica seguita da Pyongyang fino a questo momento. La Corea del Nord continuerà ad aumentare le sue capacità di autodifesa fin quando Washington e le sue “forze vassalle” continueranno a mandare avanti la loro minaccia nucleare. Il documento sottolinea il nuovo status del Paese in quanto potenza nucleare mondiale e la sua capacità di colpire al cuore degli Stati Uniti.
L’articolo critica il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la sua amministrazione e la comunità internazionale per essersi concentrate sull’attività di Pyongyang e aver sanzionato più volte il Paese nel corso del 2017.

Le tensioni con la Corea del Nord sono aumentate dall’estate 2017, quando Pyongyang ha aumentato il numero di test missilistici. Il 29 novembre, il governo aveva annunciato che il Paese era diventato una potenza nucleare a tutti gli effetti, in grado di colpire gli Stati Uniti, che per primi avevano criticato l’attività del regime di Kim Jong-Un, suggerendo l’imposizione di sanzioni per fermare l’attività del Paese. Mercoledì 27 dicembre, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che Washington e Mosca stanno lavorando congiuntamente per risolvere la crisi in Corea del Nord con una soluzione diplomatica. La Russia, infatti, si è proposta come mediatrice per appianare le tensioni tra lo Stato nordcoreano e gli Stati Uniti.

Ad agosto e settembre 2017 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva approvato una serie di sanzioni che limitavano l’attività nordcoreana sin diversi ambiti. L’ultimo documento ratificato dall’organo dell’Onu, la Risoluzione 2397 del 22 dicembre, ha imposto ulteriori restrizioni sul Paese, limitando del 90% le importazioni di petrolio e vietando l’esportazione di altri prodotti. In seguito all’approvazione di queste misure, il governo nordcoreano ha annunciato che i Paesi che hanno votato a favore della Risoluzione pagheranno “il giusto prezzo” per le loro azioni.

Nonostante la comunità internazionale abbia approvato le sanzioni, tuttavia, da venerdì 29 dicembre, la Corea del Sud ha annunciato di aver sequestrato due navi che sono sospettate di aver fornito petrolio alle imbarcazioni della Corea del Nord, violando in questo modo le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Le indagini sono ancora in corso e gli equipaggi, composti per la maggior parte da cinesi e birmani, sono stati trattenuti nei porti sudcoreani. Una delle due navi avrebbe trasferito il greggio per conto di un’azienda taiwanese, tuttavia il governo di Taipei ha negato di essere a conoscenza dell’accaduto. Anche la Cina è stata accusata da Trump di aver permesso a una delle sue navi di fornire carburante alla Corea del Nord, ma la portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese ha respinto tutte le accuse di un coinvolgimento da parte di Pechino nella questione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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