Rep. Dem. del Congo: forze dell’ordine uccidono 7 manifestanti

Pubblicato il 31 dicembre 2017 alle 17:26 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Le forze di sicurezza congolesi avrebbero sparato a 7 manifestanti uccidendoli durante una protesta contro il presidente Joseph Kabila, ha riferito l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch.

Nella giornata di domenica 31 dicembre 2017, durante una manifestazione cittadina contro il presidente Kabila, che si è rifiutato di dimettersi dal suo incarico, 7 uomini sono stati uccisi dagli spari delle forze dell’ordine fuori dalla chiesa St. Alphonse nel distretto Matete della capitale Kinshasa. A riportarlo è la direttrice dell’organizzazione umanitaria non-governativa Human Rights Watch, Ida Sawyer.

Un portavoce della polizia, Pierrot Mwanamputu, ha affermato che le forze dell’ordine non hanno sparato durante la manifestazione, argomentando che operando alla luce del sole diurno sono consapevoli di essere guardati da tutti, e che “non è come la notte”. Tuttavia, un testimone ha riferito all’agenzia di stampa Reuters di aver visto due persone in un ospedale locale ferite da colpi di pistola al braccio e alla gamba dopo essersi allontanate dalla chiesa di St. Joseph. A Kinshasa sono state arrestate circa 120 persone e almeno 7 sono gravemente ferite da sparo di arma da fuoco, ha detto Georges Kapiamba, un attivista in materia di diritti umani. Egli ha aggiunto che circa altre 25 persone sono state arrestate nel villaggio sudorientale di Kamina, e altre tre hanno riportato gravi lesioni. Mwanamputu ha confermato che la polizia ha arrestato alcuni manifestanti che avevano creato barricate lungo le strade dando fuoco a pneumatici. Presso la parrocchia di Saint Michel, nel distretto Bandalungwa di Kinshasa, le forze di sicurezza hanno lanciato lacrimogeni nella chiesa, creando scompiglio e panico; a riferirlo a Reuters è stato il leader dell’opposizione, Vital Kamerhe, che era presente alla messa domenicale.

Alcuni attivisti cattolici congolesi avevano organizzato il raduno per protestare dopo la messa, nel primo anniversario dalla promessa del presidente di indire elezioni per scegliere il successore entro la fine del 2017. Tale promessa non è stata mantenuta, in quanto le elezioni sono state rimandate di un anno, a dicembre 2018. Lo slittamento ha destato il timore che Kabia stia cercando di abolire le regole previste dalla costituzione che limitano la durata del suo mandato e gli proibiscono di ricandidarsi. Ciò ha suscitato le preoccupazioni della popolazione, memore delle due guerre civili che, rispettivamente nel 1996-97 e dal 1998 al 2003 hanno provocato la morte di milioni di persone (circa 250mila civili morti nella prima e 5,4 milioni nella seconda).

Presso la cattedrale congolese Notre Dame, nel distretto Lingwala di Kinshasa, dove un altro leader dell’opposizione, Felix Tshisekedi, stava partecipando all’omelia, decine di poliziotti e soldati hanno bloccato il passaggio a oltre 100 sostenitori dell’opposizione politica che preparavano una marcia di protesta. In un’altra chiesa nel distretto operaio di Barumbu, testimoni hanno riferito che “qualche decina” di ufficiali di polizia hanno usato lacrimogeni e lanciato granate contro circa 300 fedeli che partecipavano alla messa, i quali sventolavano bibbie e cantavano inni religiosi cercando di sfilare in processione per manifestare.
Le forze dell’ordine hanno ora vietato manifestazioni e qualsiasi raduno di oltre cinque persone sarà smembrato dalla polizia per assicurare l’ordine pubblico.

Circa il 40% della popolazione congolese è di fede cristiana cattolica, e la Chiesa gode di ampia credibilità nel Paese, sebbene il governo del Congo non abbia ufficialmente appoggiato le proteste previste in data odierna.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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