Zambia: appello del presidente all’esercito nella lotta al colera

Pubblicato il 30 dicembre 2017 alle 13:29 in Africa Zambia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente dello Zambia ha fatto appello all’esercito affinché contribuisca nella lotta contro la diffusione del colera, che nella sola capitale del Paese da settembre a oggi ha provocato la morte di 41 persone e oltre 1.500 contagi.

Venerdì 29 dicembre Amos Chanda, il portavoce del presidente zambiano Edgar Lungu, ha rilasciato una dichiarazione in cui manifesta le preoccupazioni del capo di Stato. Il leader del Paese, infatti, sostiene che ci sia la necessità urgente di mettere in atto misure d’emergenza al fine di contenere l’epidemia di colera che ha colpito la regione diffondendosi attraverso l’acqua. Tra le misure eccezionali, Lungu prevede anche la chiusura di alcuni mercati locali.
Chanda ha riferito che il presidente è profondamente preoccupato dalla dilagante diffusione dell’epidemia, e ha pertanto esortato le forze di difesa nazionali a mettersi al servizio del Paese centro-meridionale africano nella lotta contro il colera, aggiungendosi alle fila delle altre parti impegnate nella situazione. L’aiuto dell’esercito, a detta di Chanda, è essenziale se si vuole ripulire meticolosamente la capitale zambiana Lusaka.
Il portavoce del presidente ha poi riferito che nel corso delle ultime due settimane di dicembre, tre commercianti del mercato di Soweto, il più grande del Paese, sono deceduti in seguito al contagio; a essi si sommano i malati: 18 commercianti recentemente affetti dal colera e attualmente in corso di ospedalizzazione nei centri sanitari adibiti allo scopo.
Chanda ha inoltre comunicato la volontà presidenziale di far chiudere tutti i mercati, i bar, i ristoranti, i locali e simili luoghi pubblici che costituiscono un rischio per ulteriori trasmissioni della malattia. Tali strutture resteranno chiuse finché non sarà accertato che rispettano gli standard igienici previsti.

Lo scoppio dell’epidemia ha avuto inizio il 28 settembre 2017, e in un primo momento è sembrato che già il 20 ottobre si fosse affievolito notevolmente: i casi di nuovi pazienti affetti dal colera ufficialmente segnalati non superavano i cinque a settimana. Tuttavia, a partire dal 5 novembre, il numero di contagi ha subito un incremento repentino, raggiungendo 136 nuove ospedalizzazioni nella settimana iniziata il 26 novembre. A renderlo noto è stato un rapporto stilato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il portavoce di Lungu ha spiegato che inizialmente l’epidemia è rimasta confinata nelle regioni più densamente popolate della città di Lusaka, dove a contribuire al contagio sono state le condizioni sanitarie e igieniche scarse e carenti; in seguito, la malattia si è diffusa anche alle aree con un minor numero di densità di popolazione. Chanda ha affermato che la diffusione del colera è scaturita dalla proliferazione di acque contaminate, principalmente pozzi poco profondi; tuttavia, le indagini hanno evidenziato che il propagamento successivo sarebbe da imputare al consumo di cibi contaminati.

L’infezione causata dal colera viene trasmessa per via oro-fecale, ossia tramite l’ingestione di materie fecali che provocano nella maggior parte dei casi sintomi quali diarrea acquosa acuta. Il trattamento sanitario previsto in caso di contagio si basa sulla somministrazione di soluzioni di reidratazione orale, tuttavia il colera si diffonde molto rapidamente nell’organismo e nell’arco di poche ore può essere letale se non trattato tempestivamente.

Il Paese africano si trova a confrontarsi con una situazione di aggravata difficoltà anche a causa dell’enorme afflusso di rifugiati registrato recentemente. Infatti, le autorità dello Zambia temono di essere sull’orlo di una grave crisi umanitaria per via dell’arrivo di più di 6mila rifugiati della Repubblica Democratica del Congo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.