Ahed Tamimi: eroe nazionale

Pubblicato il 30 dicembre 2017 alle 7:09 in Medio Oriente Palestina

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Ahed Tamimi, la 16enne simbolo della resistenza palestinese, verrà giudicata in un tribunale militare israeliano, con l’accusa di “insulti a un soldato” e “aggressione aggravata”.

La ragazza era stata arrestata dai soldati israeliani il 19 dicembre nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, dove viveva con la propria famiglia. L’arresto è avvenuto perché, il 15 dicembre, Ahed Tamimi ha strattonato e gettato oggetti contro un soldato israeliano che aveva sparato al cugino quindicenne, Mohammed Tamimi, dopo avere fatto irruzione nella sua abitazione durante un assalto dei militari israeliani nel villaggio della giovane, situato nel nord-ovest di Ramallah. La reazione di Ahed era stata filmata dalla migliore amica, che aveva subito pubblicato il video su internet. 

Fino a lunedì 25 dicembre, Ahed è rimasta in prigione insieme alla madre, Nariman, arrestata insieme alla figlia il 19 dicembre. Sembra che la donna sia stata scagionata, mentre la cugina 21enne di Ahed, Nour, arrestata il 20 dicembre, dovrebbe essere liberata domenica 31 dicembre, se non verranno trovate prove contro di lei, secondo quanto riferito dai militari israeliani. 

L’arresto di Ahed Tamimi ha suscitato la reazione del popolo palestinese che, da giorni, manifesta davanti alla prigione militare in cui è detenuta in Cisgiordania.

Ahed Tamimi si era già contraddistinta in passato per aver compiuto gesti di resistenza contro l’occupazione israeliana. Quando era una bambina, nel 2012, era stata filmata in un video del fotografo Samer Nazal mentre rincorreva alcuni soldati israeliani che avevano arrestato suo fratello. Le immagini avevano fatto il giro del mondo e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva invitato Ahed ad Ankara per insignirla di una medaglia. Successivamente, nel 2015, la giovane era stata immortalata mentre mordeva la mano di un soldato israeliano per impedirgli di arrestare uno dei suoi fratelli.

Dopo che il 6 dicembre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la sua decisione di trasferire l’ambasciata americana a Gerusalemme, si è verificata un’ondata di proteste da parte dei palestinesi che hanno portato all’aumento nel numero di arresti da parte delle forze israeliane.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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