Turchia – USA: ripresa l’emissione di visti

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 11:41 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Turchia riprenderanno a emettere i visti in maniera regolare per i cittadini dei reciproci Paesi, secondo quanto riferito da entrambe le ambasciate.

Giovedì 28 dicembre, l’ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara e quella turca a Washington hanno emesso due comunicati sui rispettivi account Twitter, nei quali hanno annunciato la fine delle limitazioni sui visti per i cittadini americani in Turchia e per quelli turchi in America. La Turchia aveva deciso di emettere visti con limitazioni per i cittadini americani nel proprio territorio nazionale il 7 novembre, in risposta all’adozione della medesima misura da parte degli Stati Uniti.

La decisione di interrompere l’elaborazione delle richieste di visti era stata adottata lunedì 9 ottobre, quando l’ambasciata turca a Washington aveva annunciato di aver sospeso l’emissione di visti per i cittadini americani, eccezion fatta per quelli di immigrazione, in tutti i consolati turchi presenti nel territorio degli Stati Uniti, in risposta a una misura simile presa dall’ambasciata americana ad Ankara, il giorno precedente. Il provvedimento di Washington impediva ai cittadini turchi di ottenere un visto per viaggiare negli Stati Uniti, a meno che non avessero intenzione di trasferirvisi. La decisione degli Stati Uniti era giunta dopo che, mercoledì 4 ottobre, a Istanbul, le autorità turche avevano arrestato un impiegato del consolato americano con le accuse di spionaggio e di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale. L’uomo era sospettato di avere legami con Fethullah Gulen, leader dell’Organizzazione terroristica Fetullah (FETO), accusata di aver orchestrato il colpo di stato che, il 15 luglio 2016, aveva tentato di rovesciare il regime del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Nel comunicato emesso dall’ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara si legge: “Da ottobre, il governo della Turchia ha rispettato le assicurazioni di alto livello che ha fornito agli Stati Uniti in merito al fatto che non ci sono altri funzionari locali della nostra missione in Turchia sotto inchiesta, che lo staff locale della nostra ambasciata e dei nostri consolati non verrà arrestato o imprigionato per aver svolto i propri compiti – incluso comunicare con gli ufficiali turchi che lavorano in vesti ufficiali – e che le autorità turche informeranno in anticipo il governo degli Stati Uniti nel caso in cui, in futuro, il governo della Turchia abbia intenzione di arrestare o imprigionare qualsiasi membro del nostro staff locale”. L’ambasciata americana in Turchia ha altresì riferito che il Dipartimento di Stato è sicuro che “il livello di sicurezza sia migliorato sufficientemente per permettere la ripresa totale dei servizi per il rilascio del visto in Turchia” e ha dichiarato: “Continuiamo a essere molto preoccupati per le accuse pendenti nei confronti dei funzionari locali della nostra missione in Turchia, che sono stati arrestati. Siamo preoccupati anche per le cause contro i cittadini americani che sono stati arrestati durante lo stato di emergenza, Gli ufficiali statunitensi continueranno a impegnarsi con le loro controparti turche al fine di trovare una soluzione soddisfacente a questi casi”.

Da parte sua, l’ambasciata turca a Washington ha dichiarato che anche la Turchia ha eliminato le limitazioni al rilascio dei visti per i cittadini americani e ha accolto favorevolmente la misura adottata dagli Stati Uniti. Tuttavia, la missione diplomatica di Ankara negli Stati Uniti ha riferito di non aver fornito alcuna assicurazione in merito alle cause pendenti in Turchia. A tale proposito, nel comunicato turco si legge: “In merito alle assicurazioni citate nella dichiarazione degli Stati Uniti, vorremmo sottolineare che la Turchia rispetta lo stato di diritto e che il nostro governo non ha rispettato nessuna assicurazione sulle cause pendenti”. L’ambasciata turca ha altresì accusato gli Stati Uniti di aver dato un’informazione sbagliata ai turchi e agli americani “affermando di aver ricevuto assicurazioni sui casi menzionati”.

Secondo quanto riferito dalle fonti diplomatiche turche, sono stati utilizzati due canali diplomatici tra la Turchia e gli Stati Uniti per risolvere lo stallo sulla questione del rilascio dei visti. Il primo canale era quello tra i ministri degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, e americano, Rex Tillerson, che si sono incontrati due volte nel mese di dicembre, a margine del vertice della NATO, che si è svolto il 5 e il 6 dicembre a Bruxelles. Il secondo canale è costituito dai tecnocrati di entrambi i Paesi, che comprendono gli esperti diplomatici e legali, i quali hanno mantenuto stretti legami per risolvere la questione, nell’interesse di entrambe le parti.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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