Tensioni Pakistan – Stati Uniti sulla lotta al terrorismo

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 16:53 in Pakistan USA e Canada

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L’esercito del Pakistan ha messo in guardia gli Stati Uniti, chiedendo di non mettere in atto azioni militari unilaterali antiterrorismo sul suolo pakistano.

Il portavoce dei soldati, il maggiore generale Asif Ghafoor, ha riferito ai giornalisti che le autorità di Islamabad rigettano le indiscrezioni secondo cui l’esercito non starebbe facendo abbastanza per combattere contro i terroristi. “Abbiamo sacrificato molto, abbiamo pagato un prezzo altissimo in sangue e tesori”, ha affermato Gharoof, aggiungendo che il Pakistan continuerà a respingere i gruppi armati per proprio interesse, e non per compiacere altri Paesi. “Se non avessimo appoggiato gli USA, al-Qaeda non sarebbe stata sconfitta qui in Pakistan”, ha concluso il portavoce militare.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate giovedì 28 dicembre, in seguito alle affermazioni del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, che, il giorno precedente, aveva esortato nuovamente il Pakistan a impegnarsi di più nella lotta contro i gruppi armati per cessare di essere un rifugio sicuro per i terroristi. “Siamo pronti a collaborare con il Pakistan per sconfiggere il terrorismo, ma le autorità di Islamabad devono mostrare il desiderio di farlo”, aveva riferito Tillerson.

Le sue parole ricordano quanto detto dal presidente Trump in occasione dell’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione, lo scorso 21 agosto. Nell’occasione, il leader della Casa Bianca ammonì il Pakistan, minacciando di tagliare gli aiuti americani, al fine di convincere le autorità di Islamabad a combattere il terrorismo in Afghanistan. “Per troppo tempo il Pakistan ha costituito un rifugio sicuro per i terroristi afghani e noi abbiamo dato alle sue autorità miliardi e miliardi di dollari, questo deve cambiare immediatamente”, aveva affermato il presidente. Da allora, le relazioni tra i due Paesi sono state caratterizzate da tensioni, in quanto Washington aveva affermato di volere anche un maggiore coinvolgimento dell’India, principale rivale regionale del Pakistan, in Afghanistan, ai fini di stabilizzare il Paese asiatico. Dopo quasi due mesi di colloqui sospesi, il 25 ottobre scorso, Tillerson, si è recato a Islamabad, dove ha incontrato il primo ministro Shahid Kaqan Abbasi, cercando di normalizzare nuovamente i rapporti.

Durante la conferenza stampa del 28 dicembre, il portavoce dell’esercito pakistano ha riferito che le autorità pakistane faticano nella lotta contro i terroristi per via della presenza di un alto numero di rifugiati afghani nel Paese, pari a circa 2,7 milioni.

Dal 2007, il Pakistan combatte contro i gruppi armati, tra cui Tehreek-Taliban Pakisan (TTP), i talebani pakistani, al-Qaeda, l’Haqqani Network e altre organizzazioni, che tentano di imporre una rigida interpretazione della legge islamica in tutto il territorio nazionale. Nonostante le numerose operazioni messe in atto nel corso degli anni, Washington ha ripetutamente chiesto a Islamabad di impegnarsi di più. Nel 2016, gli Stati Uniti hanno mantenuto il Pakistan nella lista dei Paesi considerati rifugi sicuri del terrorismo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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