Siria: Al-Assad non combatte l’ISIS

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Siria

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La coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq ha accusato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, di aver permesso ai militanti dello Stato Islamico di muoversi liberamente all’interno del territorio sotto il suo controllo.

Mercoledì 27 dicembre, il vice comandante delle operazioni strategiche e speciali in sostegno alla coalizione internazionale, il maggiore generale Felix Gedney, ha dichiarato: “Sembra che si muovano impunemente all’interno del territorio sotto il controllo del regime, dimostrando chiaramente che il regime non è disposto o non è in grado di sconfiggere l’ISIS all’interno dei propri confini”.

Il maggiore generale ha riferito che la coalizione ha notato che numerosi militanti dello Stato Islamico, dopo essere stati espulsi da Raqqa, ex capitale dell’ISIS in Siria, si sarebbero diretti nel territorio occidentale del Paese, controllato dal governo di Al-Assad, e si sarebbero riorganizzati in piccole cellule, per riuscire a sfuggire più facilmente alle operazioni di controllo.

L’ISIS in passato ha dimostrato grandi capacità di adattamento, per far fronte alle sfide a cui era sottoposta. Al momento, dopo aver perso le principali città sotto il proprio controllo, in particolare Raqqa e Deir Ezzor in Siria, liberate rispettivamente il 17 ottobre e il 3 novembre, e Mosul e Rawa in Iraq, sottratte all’organizzazione rispettivamente il 9 luglio e il 17 novembre, l’ISIS si sta trasformando nuovamente e sta diventando un’organizzazione di insorti, organizzata in piccole cellule e caratterizzata da un uso meno regolamentato della violenza. In merito alla questione, Gedney ha dichiarato che la coalizione internazionale è “pienamente consapevole del fatto che lo Stato Islamico è un nemico paziente con grandi capacità di adattamento”.

Gedney ha altresì chiarito che la coalizione internazionale non ha alcuna intenzione di combattere i militanti dello Stato Islamico nei territori controllati da Al-Assad e ha invitato il presidente siriano ad assumersi le proprie responsabilità in merito alla questione. In questo contesto, il maggiore generale ha dichiarato: “Continueremo a sconfiggere l’ISIS nelle aree che, al momento, si trovano sotto il controllo dai nostri alleati in Siria e invitiamo il regime siriano a eliminare i militanti dell’ISIS dalle aree che si trovano sotto il suo controllo”.

Il 19 dicembre, la coalizione internazionale aveva riferito che centinaia di militanti dello Stato Islamico si erano trasferiti nelle aree a sud si Damasco, all’interno del territorio che si trova sotto il controllo del governo di Bashar Al-Assad. In tale occasione, il portavoce della coalizione, il colonnello Ryan Dillon, aveva dichiarato che il fatto che l’ISIS abbia perso tutto il territorio precedentemente sotto il suo controllo non significa che la battaglia contro lo Stato Islamico sia conclusa, dal momento che le Syrian Democratic Forces sono ancora impegnate a combattere alcuni elementi dell’organizzazione. In tal senso, il portavoce della coalizione ha sottolineato che le dichiarazioni del presidente russo, Vladimir Putin, in merito alla fine dell’organizzazione in Siria non sono veritiere. Dillon fa riferimento al fatto che, mercoledì 6 dicembre 2017, Putin aveva dichiarato che le operazioni contro lo Stato Islamico sulle rive orientale e occidentale del fiume Eufrate erano state completate con successo, annunciando la fine delle operazioni militari russe in Siria.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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