Gentiloni: Niger ha chiesto intervento italiano all’inizio di dicembre

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 10:12 in Immigrazione Italia

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In occasione della conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha affrontato la questione della missione italiana in Niger.

Gentiloni ha rivelato che il governo nigerino aveva richiesto l’invio di soldati italiani all’inizio del mese di dicembre, per migliorare i controlli lungo i confini con la Libia e rafforzare l’esercito locale. “Certamente dobbiamo tenere conto sia delle opportunità che l’Africa offre, sia i rischi”, ha affermato. Nell’ottobre 2016, quando era ministro degli Esteri, fu Gentiloni a decidere di aprire l’ambasciata italiana in Niger, considerato un crocevia strategico per le tratte migratorie e per il terrorismo. Oggi, ad avviso di Gentiloni, il Niger, più di altri Paesi, è pronto a collaborare sull’immigrazione, soprattutto perché rappresenta un territorio di transito. “Se daremo il nostro contributo per consolidare la forza delle autorità di Niamey, faremo qualcosa che è sacrosanto per gli interessi italiani”, ha concluso Gentiloni.

La decisione di trasferire circa 500 soldati italiani dall’Iraq al Niger è stata annunciata ufficialmente il 24 dicembre. Tale notizia, tuttavia, era già stata anticipata dal presidente del Consiglio il 13 dicembre, in occasione del summit G5 per il Sahel, tenutosi vicino Parigi. I soldati italiani saranno impiegati in missioni di supporto e addestramento dell’esercito nigerino, ma effettueranno anche attività di pattugliamento e monitoraggio lungo i confini del Niger con la Libia che, essendo poco controllati, permettono ai trafficanti di esseri umani di far transitare nello Stato nordafricano i migranti provenienti da altre zone dell’Africa. La mossa di Gentiloni è in linea con la visione del ministro dell’Interno, Marco Minniti, in merito all’importanza dei confini meridionali della Libia. Lo scorso aprile, in occasione di una riunione con 60 leader tribali libici al Viminale, Minniti, aveva spiegato che i confini a sud del Paese nordafricano, con il Niger e il Ciad, dovevano essere considerati le nuove frontiere meridionali dell’Unione Europea. Sotto la sua guida, mesi di collaborazione tra l’Italia e la Libia hanno portato ad una diminuzione del 33% degli sbarchi entro il mese di dicembre.

Tuttavia, la missione italiana in Niger ha suscitato le critiche in Parlamento di coloro che temono che la decisione di Gentiloni sia troppo rischiosa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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