Egitto: attentato in una chiesa al Cairo

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 13:15 in Africa Egitto

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Almeno 11 persone sono morte in un attentato che ha colpito un chiesa situata a sud del Cairo, venerdì 29 dicembre.

Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, uomini armati, con indosso un giubbotti esplosivi, avrebbero cercato di fare irruzione nella chiesa di San Giorgio, situata nel quartiere di Helwan, a sud della capitale egiziana, mentre i fedeli copti stavano lasciando l’edificio, dopo la conclusione della messa. Gli attentatori avrebbero aperto il fuoco contro la folla, ma le forze di sicurezza egiziane sarebbero subito intervenute sul posto. Uno dei responsabili dell’attacco sarebbe rimasto ucciso negli scontri con la polizia egiziana, mentre gli altri sarebbero riusciti a fuggire. 

Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero della Salute egiziano, Khalid Mujahid, al momento, il bilancio delle vittime sarebbe di 11 morti e 5 feriti, ma il numero è destinato ad aumentare. 

Nelle ultime settimane sono aumentate le misure di sicurezza nel Paese. Il 23 dicembre, in previsione del Natale copto, che si festeggerà il 7 gennaio 2018, il Ministero dell’Interno aveva annunciato il potenziamento delle misure di sicurezza nel Paese. Tale misura era stata adottata dopo che, l’11 dicembre 2016, al Cairo, un attacco terroristico aveva colpito una chiesa copta della capitale, durante le celebrazioni della domenica, causando la morte di 25 persone.

In Egitto è in vigore lo stato di emergenza dal 10 aprile 2017. Al-Sisi aveva imposto lo stato di emergenza nell’area settentrionale del Sinai il 25 ottobre 2014, dopo una serie di attacchi terroristici nella regione, che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile, il presidente egiziano aveva esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Più recentemente, il 12 ottobre 2017, il presidente egiziano aveva esteso lo stato di emergenza per un periodo di 3 mesi, a causa del persistere della situazione di instabilità nel territorio.

Infine, le forze dell’aeronautica, in coordinamento con le guardie di frontiera, sono impegnate nel monitoraggio del territorio di confine tra Egitto e Libia, al fine di garantirne la sicurezza e di respingere i tentativi di infiltrazione o di contrabbando da parte dei terroristi provenienti dalla Libia. Il 30 ottobre, le forze dell’aeronautica egiziana avevano sventato il tentativo di infiltrazione di 6 SUV carichi di armi, munizioni e merce di contrabbando all’interno del proprio territorio. Precedentemente, il 23 ottobre 2017, le forze egiziane avevano sventato un altro tentativo di infiltrazione nei confini del Paese da parte di estremisti provenienti dalla Libia.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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