Egitto: attentati simultanei nel Sinai

Pubblicato il 29 dicembre 2017 alle 10:58 in Africa Egitto

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Nove persone sono state uccise in due attacchi terroristici che hanno colpito la penisola del Sinai, giovedì 28 dicembre.

Il primo attacco armato si è verificato nel territorio occidentale di Al-Arish, capoluogo del governatorato del Sinai del Nord, causando la morte del governatore militare dell’area di Bir Al-Abed, il colonnello Ahmad Al-Kafrawi, e di 6 soldati egiziani.

Contemporaneamente, gli attentatori avrebbe sparato con un lanciarazzi contro le forze di sicurezza presso la filiale di una banca, situata nel centro della città di Al-Arish, uccidendo un poliziotto e un civile e ferendo altre persone. Le forze armate egiziane hanno risposto all’attacco sparando contro gli aggressori, ma questi ultimi sarebbero riusciti a fuggire.

I due attacchi sono avvenuti nello stesso luogo in cui il 24 novembre un attentato ha causato la morte di 305 persone e il ferimento di altre 109 nella moschea di Al-Rawdah, situata nei pressi della città di Al-Arish, durante la preghiera del venerdì, il giorno sacro dei musulmani.

Qualche giorno prima, il 26 dicembre, le forze di sicurezza egiziane avevano sventato un attacco terroristico contro un checkpoint, situato nei pressi di una stazione di polizia, nella città di Al-Arish.

Nella penisola del Sinai è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Il gruppo ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana. Il 19 dicembre, i militanti dello Stato Islamico avevano condotto un attentato contro l’aeroporto di Al-Arish, causando la morte di un ufficiale dell’esercito e il ferimento di altri due soldati. L’attacco, che mirava a colpire i ministri della Difesa, Sedki Sobhi, e degli Interni, Magdi Abdel Ghaffar, in visita nella città di Al-Arish per controllare la situazione della sicurezza, era stato rivendicato dallo Stato Islamico il giorno successivo, mercoledì 20 dicembre, attraverso l’agenzia di stampa dell’organizzazione, Amaq.

Proprio per far fronte alla minaccia terroristica e ristabilire la sicurezza nel proprio territorio nazionale, il 29 novembre, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva ordinato al proprio esercito di utilizzare tutta la forza necessaria per rendere sicura la penisola del Sinai entro i prossimi 3 mesi. In tale contesto, il presidente starebbe valutando altresì la possibilità di armare le tribù beduine che vivono nella penisola del Sinai e che desiderano avere un ruolo attivo nella lotta la terrorismo.

Il 23 dicembre, in previsione del Natale copto, che si festeggerà il 7 gennaio 2018, il Ministero dell’Interno aveva annunciato il potenziamento delle misure di sicurezza nel Paese. Tale misura era stata adottata dopo che, l’11 dicembre 2016, al Cairo, un attacco terroristico aveva colpito una chiesa copta della capitale, durante le celebrazioni della domenica, causando la morte di 25 persone.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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