Turchia: impossibile lavorare con Assad

Pubblicato il 28 dicembre 2017 alle 12:02 in Siria Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyp Erdogan, ha accusato il presidente siriano, Bashar Assad, di essere un terrorista, affermando che lavorare con lui per portare avanti il processo di pace in Siria è impossibile.

Mercoledì 27 dicembre, durante una conferenza stampa a Tunisi, in presenza del presidente del Paese, Beji Caid Essebsi, Erdogan ha dichiarato che collaborare con Assad per risolvere la situazione conflittuale in Siria è impossibile, in quanto, secondo quanto detto dal presidente turco, lavorare con una persona che ha ucciso quasi un milione di suoi cittadini è impensabile. Erdogan ha anche affermato che non potrà regnare la pace, in Siria, finché Assad rimarrà presidente, sottolineando che il regime siriano non dovrebbe partecipare alla designazione del futuro politico del Paese.

In passato, la Turchia aveva richiesto la rimozione di Assad dalla sua carica e aveva supportato i ribelli che condividevano il suo obiettivo. Ad agosto 2013, quando era primo ministro, Erdogan aveva dichiarato che tutti gli interventi militari in Siria avrebbero dovuto avere come obiettivo il rovesciamento del regime di Assad. Tuttavia, da quando Ankara ha cominciato a collaborare con la Russia e l’Iran per stabilire una risoluzione politica alla guerra civile che imperversa nel Paese, l’attività turca in Siria si era concentrata sulla minaccia rappresentata dalle milizie curde, considerate alleate del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Questo partito paramilitare è attivo in Iraq e in Turchia, ed è considerato illegale da quest’ultima, che teme rappresaglie contro il governo. Le milizie curde del People’s Protection Units, che combattono in Siria, sono considerate parte del PKK da Erdogan, che pertanto si è opposto alla loro presenza al tavolo delle trattative per il processo di pace, in occasione del Congresso per il Dialogo nazionale siriano che si terrà tra il 29 e il 30 gennaio 2018 nella città russa di Sochi.

L’organizzazione del Congresso è uno degli ultimi sforzi congiunti di Ankara, Mosca e Teheran nel loro impegno per il processo di pace siriano, portato avanti grazie ai negoziati di Astana, giunti alla loro ottava tornata, terminata il 22 dicembre. Nel comunicato emanato dopo la conclusione dei lavori dell’ultima riunione, Iran, Turchia e Russia hanno annunciato la data del Congresso per il Dialogo nazionale e hanno esortato i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione a parteciparvi.

Il quotidiano siriano SANA ha riportato che il Ministero degli Esteri della Siria ha risposto alle affermazioni di Erdogan, accusandolo di supportare i terroristi in lotta contro Assad e di fuorviare l’opinione pubblica turca, cercando di nascondere i crimini da lui perpetrati contro il popolo siriano, mediante i vari gruppi terroristici in Siria. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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