Usa e Germania alla Cina: liberate l’attivista Wu Gan

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 15:06 in Asia Cina

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Gli Stati Uniti e la Germania hanno chiesto alla Cina di rilasciare il blogger e attivista per i diritti umani Wu Gan, condannato a 8 anni di carcere per sovversione, il 26 dicembre.

Wu Gan – noto sul web come “il macellaio volgare” – è un blogger attivo per la difesa dei diritti umani in Cina ed è stato arrestato nel mese di luglio 2015 con l’accusa di “tentata sovversione ai danni dello stato”. Wu Gan non ha riconosciuto i suoi crimini e non ha voluto collaborare con le autorità cinesi, per questo il tribunale di Tianjin, il 26 dicembre, lo ha condannato a 8 anni di reclusione. Si è trattato di una delle pene più dure inflitte da Pechino a un attivista negli ultimi anni. Il processo si è tenuto a porte chiuse nella Corte di Secondo Grado di Tianjin e l’accesso ai giornalisti è stato negato dalle forze dell’ordine.

In contemporanea con il processo a Wu Gan si è tenuto a Pechino, lo stesso giorno, anche quello all’avvocato per i diritti umani Xie Yang, il quale ha però scelto di dichiararsi colpevole di aver incitato alla sovversione e ha evitato una condanna penale.

La Germania e gli Stati Uniti hanno chiesto la liberazione di Wu Gan e la possibilità per Xie Yang di riprendere la sua attività di avvocato “senza limitazioni”. Il Ministero degli Esteri cinese non ha ancora risposto alle richieste di Berlino e Washington, ma di norma, di fronte a simili situazioni, Pechino si limita a ricordare che si tratta di politica interna cinese e a chiedere la non-ingerenza da parte degli altri Paesi.

L’arresto di Wu Gan è stato parte di una grande campagna politica cinese nota come “709” durante la quale quasi 250 attivisti sono stati fermati, arrestati o interrogati dalle forze dell’ordine cinesi con l’accusa di aver condotto attività sovversive nei confronti del potere centrale, a partire dal 9 luglio 2015 e molti sono ancora in attesa di un processo.

Wu Gan è stato molto attivo sia sul web che sulle strade cinesi per la difesa dei diritti umani facendo uso dell’ironia e dell’umorismo per confutare le decisioni dello stato cinese che definisce “dittatoriale”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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