Siria: la Russia si prepara a rimanere

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 12:03 in Russia Siria

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La Russia ha avviato la formazione di un gruppo di forze permanente in Siria, che avrà la sua base logistica a Khmeimim e potrà appoggiarsi alla base navale di Tartus. Lo ha reso noto in occasione di una breve allocuzione rivolta ai media il ministro della difesa Sergej Šojgu.

Il ministro ha ringraziato il parlamento per aver approvato l’accordo russo-siriano dello scorso 11 dicembre che prevede il ritiro delle truppe russe dal paese mediorientale e al contempo il funzionamento in permanenza delle due basi, quella aerea di Khmeimim e quella navale di Tartus.

Šojgu ha chiarito dunque che il funzionamento delle basi sarà garantito da un gruppo operativo permanente dell’aviazione e dell’esercito con base a Khmeimim e da una squadra di massimo undici navi che faranno base a Tartus.

Dopo il voto della Duma la scorsa settimana, l’accordo è stato ratificato il 26 dicembre dal Consiglio della Federazione, il senato russo.

“La settimana scorsa, il Comandante Supremo ha approvato la struttura e lo staff dei principali punti di riferimento di Tartus e Khmeimim. Abbiamo iniziato a formare un gruppo permanente in quelle basi” – ha dichiarato il Ministro in riferimento alle decisioni di Putin in materia.

Il gruppo permanente avrà una funzione puramente difensiva, si legge nel documento votato dal Consiglio della Federazione e pubblicato ieri sulla gazzetta ufficiale russa, e non è rivolto contro paesi terzi.

Il porto di Tartus, inoltre, viene trasferito a titolo gratuito alla Russia, per usi militari difensivi e sarà soggetto alle leggi della Federazione russa. Tutto il personale russo, militare e non, famiglie comprese, godrà dell’immunità diplomatica e non saranno soggetti alla giurisdizione siriana.

Il trattato stabilisce, infine, la procedura per l’ingresso delle navi da guerra russe nei porti siriani, la loro registrazione e il movimento delle attrezzature militari. È stabilito che a Tartus potranno stazionare contemporaneamente 11 navi, incluse quelle nucleari.

Le spese per l’espansione della base navale ammonteranno a 3,2 miliardi di rubli all’anno. L’accordo è valido per 49 anni con la possibilità della sua estensione automatica per periodi di 25 anni.

La Russia è intervenuta militarmente nella guerra civile siriana il 30 settembre 2015, in seguito alla richiesta ufficiale di aiuto avanzata dal governo di Bashar Assad. Mosca aveva in precedenza inviato aiuti al governo siriano a protezione delle basi militari russe a Tartus e Latakia, che risalgono a un accorso siglato negli anni ’70 da Leonid Brezhnev e Afez Assad.

Mosca da allora ha sostenuto militarmente e politicamente Assad in tutti i consessi internazionali. La Russia ha spesso accusato la coalizione a guida americana di finanziare e sostenere l’ISIS e altre organizzazioni legate al terrorismo internazionale operanti in Siria al solo scopo di debilitare il governo di Damasco.

Lo scorso 11 dicembre, in occasione di una visita a sorpresa alla base di Khmeimim, il presidente Putin ha annunciato un ritiro parziale delle truppe russe, affermando che queste avevano contribuito “alla sconfitta del più importante gruppo terroristico internazionale”, in riferimento all’ISIS. 

Pochi giorni dopo il Cremlino aveva comunicato che il Comandante in Capo, e cioè Putin, avrebbe stabilito come e in che forme le forze russe avrebbero mantenuto la propria presenza, ridotta, nel paese mediorientale.

Il 20 dicembre, infine, la Duma ha approvato l’accordo russo-siriano sulle basi militari, accordo che, con il voto del Consiglio della Federazione di ieri, è diventato legge dello stato russo. 

 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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