Egitto: 15 esecuzioni in un solo giorno

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 13:14 in Africa Egitto

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Le autorità egiziane hanno giustiziato 15 prigionieri che erano stati condannati per aver perpetrato un attacco nella penisola del Sinai nel 2013. Si tratta della più grande esecuzione di massa nel Paese dal 2015, quando 6 jihadisti erano stati uccisi, secondo quanto riferito dal quotidiano New York Times.

Martedì 26 dicembre, le autorità egiziane hanno giustiziato 15 prigionieri che erano detenuti in due diverse prigioni egiziane, portando il numero totale di esecuzioni capitali a 23, da quando il presidente Abdel Fattah Al-Sisi ha preso il potere nel Paese attraverso un colpo di stato, che, il 3 luglio 2013, aveva rovesciato il governo di Mohammed Morsi.

I detenuti erano stati condannati dal tribunale militare egiziano nel mese di novembre per aver condotto un attacco contro un posto di blocco dei militari egiziani nella penisola del Sinai. L’attacco aveva causato la morte di 8 soldati e di un ufficiale. L’assalto era avvenuto nel contesto di un’ondata di violenza che si era diffusa in tutto il Paese dopo che le forze di sicurezza egiziane avevano fatto incursione in due sit-in di coloro che sostenevano il governo dell’ex presidente, Mohammed Morsi, uccidendo più di 800 persone.

L’esecuzione è giunta circa una settimana dopo che, il 19 dicembre, i militanti dello Stato Islamico avevano condotto un attentato contro l’aeroporto di Al-Arish, capoluogo del governatorato egiziano del Sinai del Nord, causando la morte di un ufficiale dell’esercito e il ferimento di altri due soldati. L’attacco, che mirava a colpire i ministri della Difesa, Sedki Sobhi, e degli Interni, Magdi Abdel Ghaffar, in visita nella città di Al-Arish per controllare la situazione della sicurezza, era stato rivendicato dallo Stato Islamico il giorno successivo, mercoledì 20 dicembre, attraverso l’agenzia di stampa dell’organizzazione, Amaq.

Nella penisola del Sinai è molto attivo un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, che si autodefinisce “Stato del Sinai”. Il gruppo ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana. Recentemente, un nuovo gruppo estremista è apparso sulla scena egiziana. Si tratta di “Ansar Al-Islam”, un’organizzazione affiliata di Al-Qaeda che ha rivendicato l’attentato che, il 20 ottobre 2017, aveva portato alla morte di almeno 16 poliziotti nel deserto occidentale egiziano.

Un episodio di esecuzioni di massa era avvenuto il 17 maggio 2015, quando, all’interno di una prigione del Cairo, le autorità egiziane avevano giustiziato 6 uomini che erano stati condannati per aver ucciso alcuni soldati nei mesi successivi al colpo di stato che aveva posto fine al governo dell’ex presidente, Mohammed Morsi.

Subito dopo l’ultima esecuzione, gli attivisti dei diritti umani e dei movimenti islamici hanno affermato di essere preoccupati che tali misure possano spingere sempre più giovani egiziani ad unirsi alle fila dello Stato Islamico. In merito alla questione si è espresso un avvocato che difende i membri della Fratellanza Musulmana, un movimento politico-religioso a cui appartiene Morsi, Ezzat Ghoniem, il quale ha dichiarato: “Si tratta della nuova ondata di oppressione che ci aspettavamo. Queste esecuzioni avranno il solo risultato di spingere i migliaia di giovani che sono in prigione tra le fila dell’ISIS”.

Stando a quanto riferito dal New York Times, il numero delle condanne alla pena di morte emesse dai tribunali egiziani è aumentato in modo significativo quest’anno. Si parla di almeno 186 casi fino a oggi. Da parte sua, il direttore dell’organizzazione britannica per i diritti umani, Reprieve, Maya Foa, ha dichiarato: “Queste condanne a morte ed esecuzioni costituiscono un’evidente violazione del diritto internazionale. In Egitto, i processi non soddisfano gli standard minimi che garantiscono un giusto processo e ciò è particolarmente evidente nei processi di massa e nei tribunali militari, come in questo caso”. Secondo Reprieve, si tratterebbe del maggior numero di persone giustiziate in un solo giorno in Egitto dalla nascita dello Stato, nel 1953.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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