Cina, Pakistan e Afghanistan: trilaterale anti-terrorismo

Pubblicato il 27 dicembre 2017 alle 10:40 in Asia Cina

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Cina, Pakistan e Afghanistan hanno deciso di cooperare per affrontare la minaccia del terrorismo islamico proveniente dalla regione della Cina occidentale del Xinjiang.

I Ministri degli Esteri di Cina, Pakistan e Afghanistan si sono incontrati a Pechino, martedì 26 dicembre nel primo trilaterale in materia di sicurezza. La ragione dell’incontro è la volontà della Cina di collaborare con i Paesi confinanti per controllare meglio la regione occidentale del Xinjiang, casa della minoranza etnica uigura di religione musulmana.

Il Xinjiang è un’area chiave e strategica per la politica Belt and Road – Nuova Via della Seta – del presidente Xi Jinping che mira a costruire una interconnessione in termini di infrastrutture e servizi che colleghi Asia ed Europa. Il Xinjiang è anche una regione in cui la maggior parte della popolazione è di etnia uigura e di religione musulmana e, secondo gli analisti, le politiche repressive del governo di Pechino hanno creato sufficiente malcontento da trasformarla in un calderone da cui potrebbero partire rivolte o attentati terroristici. Secondo le autorità cinesi, il problema del Xinjiang sarebbe dovuto all’infiltrazione nell’area di gruppi estremisti islamici stranieri, per questo il governo ha imposto misure molto restrittive e controlli serrati sulle pratiche religiose. Si tratta, però, di iniziative che hanno finito per rafforzare i sentimenti separatisti e il risentimento degli uiguri nei confronti del governo centrale.

La Cina ha chiesto l’aiuto di Pakistan e Afghanistan perché è convinta che i gruppi separatisti uiguri – che auspicano la creazione di uno stato del Turkestan Orientale nel Xinjiang, indipendente dalla Cina – esiliati dal Paese abbiano trovato rifugio proprio nei territori di Kabul e Islamabad. Tra questi gruppi il pericolo maggiore per Pechino è rappresentato dall’ETIM (East Turkestan Islamic Movement – Movimento Islamico del Turkestan Orientale), il quale, secondo le autorità cinesi, sarebbe impegnato nell’orchestrare attentati in Xinjiang come in altre zone della Cina.

Cina, Afghanistan e Pakistan hanno deciso di migliorare la cooperazione nella lotta al terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni “senza distinzioni di sorta”, secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri afghano, Salahuddin Rabbani, dopo l’incontro trilaterale. Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, ha affermato che con le sue controparti ha raggiunto un consenso completo nella lotta al terrorismo e siglato un memorandum d’intesa. La Cina si impegna, ha dichiarato il ministro Wang Yi, a tenere sotto controllo il Xinjiang per trasformarlo in una base per la cooperazione economica con i Paesi confinanti.

Pechino sta tentando di espandere i suoi rapporti economici con tutti gli Stati dell’Asia centrale sotto l’egida del progetto Belt and Road che punta a ricreare le antiche rotte commerciali che si estendevano lungo la Via della Seta terrestre e marittima. Tra le iniziative più contraddittorie all’interno del Belt and Road figura il Corridoio Economico Cina-Pakistan la cui realizzazione è fortemente osteggiata dall’India, perché il progetto prevede la creazione di infrastrutture in Kashmir, la regione contesa tra New Delhi e Islamabad. Durante il vertice trilaterale, Wang Yi ha proposto ad Afghanistan e Pakistan di considerare l’estensione del Corridoio Economico verso Kabul per far sì che i progetti in esso previsti possano “portare benessere anche ai cittadini afghani”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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