Natale: rafforzate le misure di sicurezza nei Paesi islamici

Pubblicato il 25 dicembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente

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I Paesi islamici hanno rafforzato le misure di sicurezza all’interno dei propri territori nazionali per permettere ai cristiani di festeggiare il Natale senza che questo venga interrotto da atti di violenza.

In Egitto, in particolare, il Ministero dell’Interno ha annunciato che la polizia condurrà operazioni di controllo nelle strade vicino alle chiese prima dell’inizio delle celebrazioni del giorno del Natale copto, che si festeggerà il 7 gennaio 2018. Tale misura è stata adottata dopo che, l’11 dicembre 2016, al Cairo, un attacco terroristico aveva colpito una chiesa copta della capitale, durante le celebrazioni della domenica, causando la morte di 25 persone.

In Pakistan, a Lahore, sono state installate telecamere di sorveglianza in tutte le chiese della città, nel quadro del potenziamento delle misure di sicurezza. Come in Egitto, anche in Pakistan, si teme il ripetersi di atti terroristici durante le occasioni religiose cristiane. A Lahore, in particolare, il 27 marzo 2016, nel giorno di Pasqua, un attacco terroristico aveva le famiglie cristiane che stavano festeggiando il giorno di Pasqua nel parco di Gulshan-q-Iqbal. L’attentato aveva causato la morte di 75 persone e il ferimento di altre 340.

In Malesia, un responsabile della polizia ha riferito che le misure di sicurezza sono state potenziate, poiché si teme che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti possa incidere sul verificarsi di attacchi violenti. Il 6 dicembre, il presidente americano, Donald Trump, aveva annunciato ufficialmente la propria decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi l’ambasciata degli Stati Uniti in Israele. In merito alla questione, il capo della polizia malese, Mohammad Harun Fawaz, ha dichiarato: “Siamo preoccupati non soltanto per la sicurezza delle chiese e dei luoghi di culto, ma anche per le minacce dello Stato Islamico e per qualsiasi altra minaccia alla sicurezza dopo la questione di Gerusalemme”.

La decisione di Trump ha avute conseguenze anche sulla celebrazione del Natale in Palestina. La comunità cristiana che vive nel territorio ha espresso il proprio dissenso nei confronti della questione di Gerusalemme spegnendo tutte le luminarie natalizie e, in particolare, quelle del grande albero di Natale che si trova di fronte alla Basilica della Natività, eretta sul luogo in cui è nato Gesù. Qui, gli scontri tra il popolo palestinese e i soldati israeliani hanno causato la chiusura di numerosi alberghi e negozi, causando anche una perdita economica consistente, dal momento che le festività natalizie nei luoghi santi della cristianità hanno sempre attratto numerosi pellegrini.

In Indonesia, Paese in cui vive il maggior numero di musulmani, il governo ha deciso di stanziare più di 180 mila unità delle forze dell’ordine per potenziare la sicurezza durante il periodo delle festività di Natale e di Capodanno, temendo attentati contro i cristiani da parte dei gruppi di militanti estremisti islamici presenti nel Paese, come era successo nel 2000. La Vigilia di Natale del 2000, 19 persone rimasero uccise e 100 ferite in una serie di attacchi bomba coordinati condotti ai danni di 11 chieste cristiane e siti religiosi in diverse zone dell’Indonesia e, in particolare, nella capitale Jakarta, sull’isola di Sumatra, e nelle isole di East e West Java. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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