Italia accoglie 162 rifugiati dei centri libici: primo corridoio umanitario verso l’Europa

Pubblicato il 25 dicembre 2017 alle 9:39 in Immigrazione Italia

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L’Italia ha aperto il primo corridoio umanitario della Libia verso l’Europa, inaugurandolo con l’arrivo di 162 rifugiati dei centri di detenzione libici.

La notizia è stata annunciata dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, il quale ha spiegato che i migranti sono giunti in territorio italiano su due aerei, tra il 22 e il 23 dicembre. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Italia, Libia, Onu e Cei. Ad avviso del ministro, il corridoio umanitario con la Libia costituisce un ulteriore passo per combattere l’illegalità e costruire la legalità in ambito migratorio. I rifugiati accolti dall’Italia sono stati selezionati tra quelli più vulnerabili e, infatti, si tratta soprattutto di donne e bambini provenienti maggiormente da Eritrea, Etiopia, Somalia e Yemen. Come ha specificato Minniti, l’iniziativa costituisce altresì un evento importante, in quanto il Paese nordafricano non ha mai firmato la convenzione di Ginevra. Il ministro dell’Interno ha spiegato che, grazie alla collaborazione con il premier di Tripoli, Fayez Serraj, è stata creata un’operation room italo-libica per contrastare il traffico di esseri umani, la quale si basa sulla stretta cooperazione tra la Direzione nazionale antimafia e la procura libica.

È previsto, inoltre, che nel 2018 vengano accolti in Europa legalmente almeno 10,000 profughi, grazie ai corridoi umanitari con i Paesi maggiormente interessati dal fenomeno migratorio. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, invece, entro il 2018 saranno 30,000 i rifugiati senza diritti di asilo che verranno rimpatriati nei loro Pesi di origine.

Il 23 dicembre, in seguito all’arrivo dei 160 migranti in Italia, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, è volato a Tripoli per colloquiare con il vicepresidente del Consiglio presidenziale libico, Ahmed Maeting, riguardo all’immigrazione. Secondo quanto riportato dal quotidiano libico, Libya Herald, Alfano ha riferito di sperare che, entro il 2018, la crisi libica venga finalmente risolta. Dall’altra parte, Maeting ha affermato che il prossimo anno vedremo la nascita di un nuovo Paese riconciliato, rinnovato economicamente, insieme ad elezioni presidenziali e parlamentari. Durante la permanenza nella capitale libica, Alfano ha visitato una nave italiana che collabora con la Guardia Costiera locale.

Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia, al fine di meglio gestire la crisi migratoria e contrastare il traffico di esseri umani. Il sostegno fornito alle autorità di Tripoli e le iniziative messe in atto hanno portato ad una diminuzione degli sbarchi nel nostro Paese nei mesi estivi. La scorsa settimana, Minniti ha reso noto che, nel 2017, gli sbarchi sono diminuiti del 33% rispetto al 2016, anno in cui giunsero sulle nostre coste 181,000 stranieri. Come mostrato dalle statistiche del Ministero dell’Interno, dopo il picco di giugno, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a luglio e a 3,918 ad agosto. A settembre è stato registrato un lieve aumento, con lo sbarco di 6,282 migranti, seguito da nuove diminuzioni con 5,984 arrivi a ottobre, 5,641 a novembre. Nei primi 22 giorni di dicembre, sono arrivati nel nostro Paese via mare 1,872 migranti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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