Yemen: 136 civili uccisi in 11 giorni

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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Tra il 6 e il 16 dicembre, i raid della coalizione araba, a guida saudita, hanno ucciso almeno 136 civili, inclusi donne e bambini, e ferito 87 persone non coinvolte nei combattimenti, stando ai dati riportati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

Martedì 19 dicembre, il portavoce dell’OHCHR, Rupert Colville, ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati per l’aumento delle morti tra i civili in Yemen, che è una conseguenza dell’intensificarsi dei raid aerei della coalizione, in seguito all’omicidio dell’ex presidente Ali Abdullah Salah, avvenuto a Sanaa il 4 dicembre” e ha fatto pressione alle parte coinvolte nel conflitto affinché assicurino la protezione dei civili.

Il 4 dicembre, gli Houthi avevano ucciso il presidente destituito, mentre questo cercava di fuggire dalla capitale dello Yemen, che si trova sotto il controllo dei ribelli, per raggiungere Sinhan, la propria città natale. L’assassinio era avvenuto dopo che Saleh aveva annunciato ufficialmente la rottura dell’alleanza con gli Houthi, dichiarando di essere pronto a cooperare con la coalizione araba a guida saudita, che combatte in Yemen contro i ribelli, a patto che la coalizione smettesse di attaccare i civili.

In merito alla questione, Colville ha altresì dichiarato: “Tutte le parti coinvolte nel conflitto devono rispettare i loro obblighi con riferimento al diritto internazionale umanitario. Tra questi vi è l’obbligo di rispettare i principi della distinzione, della proporzionalità e della precauzione. Dovrebbero prendere tutte le precauzioni possibili per evitare o minimizzare l’impatto della violenza sui civili”.

Nel periodo compreso tra il 6 e il 16 dicembre, l’Alto commissariato dell’Onu ha documentato l’uccisione di 4 civili e il ferimento di altri 9 in un raid della coalizione che, il 9 dicembre, ha colpito il canale televisivo ufficiale dello Yemen, Qanat Al-Yemen, che si trova sotto il controllo degli Houthi dal 2014. In seguito, il 10 dicembre, un attacco aereo, che ha colpito un ospedale nel governatorato di Hodeidah, ha causato a morte di 7 civili. La struttura sarebbe stata colpita perché vicino si trovavano alcuni veicoli degli Houthi.

L’OHCHR ha altresì documentato il caso di 7 raid aerei che hanno colpito una prigione situata nel campo della polizia militare degli Houthi, situato distretto di Shaub, a Sanaa, avvenuto il 13 dicembre, che ha causato la morte di almeno 45 detenuti, che si ritiene fossero fedeli al presidente dello Yemen Rabbo Mansour Hadi, e il ferimento di altri 53. Hadi era stato destituito dai ribelli yemeniti il 22 gennaio 2015, ma è l’unico presidente riconosciuto dalla comunità internazionale e supportato dalla coalizione araba, a guida saudita, nella lotta contro gli Houthi. In merito a tale attacco, Colville ha dichiarato: “Qualcuno potrebbe affermare che si sia trattato di un errore, che non intendevano uccidere i prigionieri che stavano dalla loro parte. Si tratta di un esempio della mancanza delle dovute precauzioni”.

Successivamente, il 15 dicembre, alcuni attacchi aerei hanno ucciso 14 bambini e 6 adulti in una fattoria situata nel governatorato di Hodeidah. Il giorno seguente, il 16 dicembre, una donna e 9 bambini sono morti in un raid che ha colpito un corteo nuziale nel governatorato di Marib. Oltre agli attacchi mortali, altri aerei documentati dall’Alto commissariato dell’Onu, che hanno colpito i governatorati di Sanaa, Saada, Hodeidah e Taiz, hanno causato il ferimento di 87 civili.

In merito all’uccisione di civili come “danno collaterale”, Colville ha dichiarato: “Se in un caso specifico non vengono prese le giuste precauzioni o i civili vengono deliberatamente colpiti, ciò può facilmente essere considerato un crimine di guerra”. Il portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu ha aggiunto che è compito del tribunale stabilire una sentenza in proposito, ma, considerando l’alto numero di incidenti simili in Yemen, sarebbe difficile affermare che non siano stati commessi crimini di guerra.

Il portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu ha altresì espresso la propria preoccupazione per le violazioni degli Houthi nei confronti dei membri del partito politico dell’ex presidente dello Yemen, Saleh, il Congresso generale del Popolo (GPC), che includono attacchi e arresti. In merito alla questione, Colville ha dichiarato: “Ci sono anche relazioni non confermate di uccisioni sommarie e arresti di persone affiliate al GPC, nonostante il nostro ufficio faccia fatica a verificare la veridicità di tali informazioni, poiché i testimoni temono possibili ripercussioni da parte degli Houthi.

Dallo scoppio della guerra civili, iniziata nel marzo 2015, al 14 dicembre 2017, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha documentato la morte di 5.558 civili e il ferimento di 9.065 persone.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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