Turchia: licenziati 2.756 dipendenti pubblici per legami terroristici

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 18:09 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia ha reso noto che 2.756 persone – tra cui soldati, insegnanti e ministri – sono state licenziate dai loro lavori presso istituzioni pubbliche a causa di presunti legami con organizzazioni terroristiche.

Nella giornata di domenica 24 dicembre 2017, in base a un decreto legislativo d’emergenza pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Paese, sono stati licenziati 2.756 dipendenti statali tra cui 637 membri dell’esercito, 360 membri della gendarmeria, 61 poliziotti e 4 membri della guardia costiere. Circa 341 persone sono inoltre state congedate dal Direttorato degli Affari religiosi Diyanet. I restanti individui colpiti dal decreto erano dipendenti pubblici operanti presso altre istituzioni turche. L’ordinanza ha previsto inoltre la reintegrazione di 115 impiegati licenziati in passato. Stando al decreto della Gazzetta ufficiale, gli effettivi licenziati sarebbero colpevoli di avere legami con gruppi terroristici, strutture o enti che operano contro gli interessi e la sicurezza della nazione.

Dal tentativo di golpe che a luglio del 2016 non è andato a buon fine a oggi, sono state arrestate all’incirca 50mila persone, e in circa 150mila sono stati licenziati o sospesi dai loro posti di lavoro, tra cui soldati, poliziotti, professori e dipendenti pubblici, per presunti legami con il movimento portato avanti da Fethullah Gülen , predicatore e politologo turco attualmente situato negli Stati Uniti, a cui il governo turco ha invano chiesto l’estradizione. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha accusato Gülen di aver organizzato il colpo di stato sventato. Gülen, che vive in esilio autoimposto in Pennsylvania dal 1999, ha respinto l’accusa e condannato il golpe.

I gruppi umanitari e alcuni alleati occidentali temono che il presidente Erdogan stia utilizzando la scusa del golpe come pretesto per mettere a tacere i dissensi nel Paese. Il governo ritiene che le purghe e le incarcerazioni siano necessarie per via della gravità del colpo di Stato tentato, in cui sono morte 240 persone, e siano volte a rimuovere i sostenitori di Fethulla Gülen dalle istituzioni pubbliche.

Nel mese di novembre 2017, l’Unione Europea ha ridotto per la prima volta i cosiddetti “fondi di preadesione” stanziati alla Turchia e facenti parte del bilancio per il 2018, a causa della situazione che verte nel Paese, che l’UE ha descritto come un contesto di deterioramento della democrazia, dello stato di diritto e della tutela dei diritti umani.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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