Malesia: arrestati 20 sospetti terroristi

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 6:11 in Asia Malesia

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La Polizia della Malesia ha arrestato 20 sospettati di terrorismo durante un’operazione coordinata in diverse zone del Paese.

I 20 sospettati per attività terroristiche arrestati dalla Polizia della Malesia includono 7 filippini, 5 indonesiani e 1 nordafricano, mentre i restanti 7 sono cittadini malesi. Gli arresti sono avvenuti tra il 30 novembre e il 15 dicembre e i sospettati sono attualmente detenuti a Johor, Selangor, Kuala Lumpur e Sabah, secondo quanto riferito dall’ispettore generale della polizia Mohamad Fuzi Harun, venerdì 22 dicembre.

L’arresto più significativo è avvenuto il 10 dicembre, quando sono stati fermati sei cittadini malesi e cinque filippini di età compresa tra i 16 e i 47 anni con l’accusa di essere in procinto di unirsi ai gruppi terroristici presenti nelle Filippine meridionali, sull’isola di Mindanao.

Tra gli uomini arrestati, un cittadino filippino e un indonesiano sono sospettati di essere i leader di gruppi terroristici nei loro Paesi origine. L’indonesiano, 24enne, sembra fosse uno dei capi del gruppo Jemaah Ansharut Daulah (JAD), un’organizzazione militante che ha giurato fedeltà all’Isis, coinvolto in un bombardamento nella città di Bandung, nel mese di luglio 2017. Jemaah Ansharut Daulah è anche l’organizzazione dietro a due altri attentati effettuati a Jakarta. Il primo è avvenuto il 14 gennaio 2016 all’interno di una caffetteria Strarbucks in un distretto commerciale della capitale indonesiana che ha causato 2 vittime e più di 10 feriti. Il secondo è avvenuto invece mercoledì 24 maggio 2017, in una stazione di bus della capitale con i poliziotti come obiettivo principale, con un bilancio di 5 morti, di cui due attentatori e tre poliziotti e cinque feriti gravi.

Il cittadino filippino, 50enne, secondo la Polizia, avrebbe collegamenti diretti con il gruppo terrorista Abu Sayyaf, organizzazione terroristica filippina coinvolta anche nell’assedio della città di Marawi, nell’isola meridionale di Mindanao. L’uomo arrestato sembra fosse coinvolto nel reclutamento di militanti destinati a unirsi alle file del Gruppo nel sud delle Filippine.

La lotta al terrorismo da parte di Malesia, Indonesia e Filippine si è intensificata in modo particolare dopo che, il 23 maggio scorso, un gruppo di militanti estremisti che ha giurato fedeltà all’Isis – il gruppo Maute alleato dell’organizzazione Abu Sayyaf – ha assediato la città di Marawi, sull’isola delle Filippine meridionali Mindanao. L’assedio è andato avanti per quasi 6 mesi e ha visto flussi di combattenti islamisti raggiungere le Filippine passando proprio da Malesia e Indonesia.

I Paesi del Sud-Est Asiatico temono che i guerriglieri dell’Isis, perdendo terreno in Medio Oriente, possano decidere di spostarsi verso la loro area geografica per unirsi ai gruppi terroristici locali, molti dei quali hanno giurato spontaneamente fedeltà all’Isis stesso.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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