Israele: chiuse entrate a 2 città in Cisgiordania

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 20:00 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno chiuso fino a data da destinarsi l’entrata settentrionale alle città di Ramallah e al-Bireh, in Cisgiordania, come misura di sicurezza.

Nella notte di sabato 23 dicembre, il Coordinatore delle Attività del Governo nei Territori (COGAT) di Israele, che amministra parte della Cisgiordania, ha chiuso il posto di blocco di Beit El, sulla strada che collega numerose città centrali e settentrionali della regione, in seguito alle proteste scoppiate nelle vicinanze dell’entrata di Ramallah. I disordini sono una conseguenza dell’annuncio del 6 dicembre del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il leader americano aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e aveva annunciato di aver avviato l’iter per trasferire l’ambasciata del suo Paese da Tel Aviv alla Città Santa.

Non è la prima volta che le forze israeliane chiudono aree di passaggio fondamentali. Giovedì 14 dicembre, a causa dei continui attacchi provenienti dal territorio palestinese, le autorità di Israele avevano chiuso gli attraversamenti di confine con la Striscia di Gaza.

Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in seguito alla dichiarazione dell’amministrazione Trump, ha rifiutato ogni ulteriore coinvolgimento degli Stati Uniti nel processo di pace con Israele. Il leader ha richiesto all’Unione Europea di prendere in mano la situazione.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accusato Abbas di non essere interessato a trovare una soluzione al conflitto israelo-palestinese.

Dal giorno dell’annuncio statunitense, le proteste, scoppiate in tutto il mondo, non si sono fermate, e hanno ulteriormente inasprito la lotta tra Israele e Palestina. Gli ultimi disordini sono avvenuti sabato 23 dicembre. 6 palestinesi sono stati feriti durante gli scontri con le truppe nel villaggio di Madma, a sud della città di Nablus. Lo stesso giorno, all’entrata di Betlemme, le forze israeliane hanno disperso i partecipanti a una manifestazione pacifica, utilizzando proiettili di gomma e lacrimogeni.

Dall’inizio delle proteste, le forze israeliane hanno arrestato più di 400 persone. Circa 12 palestinesi sono stati uccisi, mentre il numero di feriti ammonta a circa 2.900 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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