Francia: Macron in visita in Niger

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 11:16 in Francia Niger

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Il presidente francese Macron, in visita in Niger, ha affermato che la Francia ha intenzione di stanziare 15 milioni di euro in sostegno del Paese.

Nella sera di venerdì 22 dicembre, il presidente francese è arrivato a Niamey, capitale del Niger, dove è previsto che trascorrerà la vigilia di Natale insieme ad alcune centinaia di soldati francesi. Sabato 23 dicembre Emmanuel Macron ha reso visita per motivi “di lavoro e di amicizia” alla controparte nigerina, il presidente Mahamadou Issoufou, al quale ha detto che la vittoria del Niger sarà un successo anche per la Francia. Dopo aver encomiato le truppe francesi in Niger, il presidente francese Macron ha ribadito la necessità di sostenere lo sviluppo dei Paesi del Sahel, indispensabile per stabilizzare a lungo termine la regione. La sfida è impegnativa, siccome il Niger è uno dei Paesi più poveri al mondo; lo Stato si trova nella fascia del Sahel, una regione dell’Africa sub-sahariana destabilizzata dai gruppi armati jihadisti, dai traffici illeciti e dalla crisi causata dai flussi migratori.

Durante una conferenza stampa organizzata sabato 23 dicembre in occasione della visita diplomatica, il presidente nigerino ha riassunto il quadro del Paese affermando che la sicurezza, la democrazia e lo sviluppo rappresentano una risposta sinergica a questa situazione difficile, legata alla povertà, all’incertezza e a un deficit democratico. La risposta, ha concluso Issoufou, non è solo repressiva. Rivolgendosi poi a Macron, e definendolo un “amico del Niger”, il presidente del Paese africano ha chiesto alla Francia di aiutarlo a mettere in atto il suo progetto di rinascita che ha recentemente riscontrato l’approvazione dei partner internazionali riuniti a Parigi, pronti a investire 23 miliardi di euro nel piano volto a risollevare il Paese.

Dal canto suo Macron, nel corso della conferenza stampa, ha insistito sull’avvio di un programma francese volto ad aiutare il Niger ad accrescere il numero di ragazze che proseguano gli studi oltre alla scuola primaria, che nel Paese risulta particolarmente modesto. Stanziando 15 milioni di euro, Macron è intenzionato ad appoggiare la politica di maggiore autonomia delle giovani nigerine; il presidente francese aveva già parlato dell’argomento nel discorso indirizzato alla gioventù africana e pronunciato a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, nel mese di novembre 2017. Il programma in questione permetterà di finanziare dei fondi familiari condizionati: essi dovranno essere spesi prevalentemente per la scolarizzazione dei bambini, con particolare attenzione alle bambine e alle ragazze.

Rémy Rioux, direttore generale dell’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD, dal francese Agence Française de Développement) presente a Niamey, ha sottolineato che in tutti i Paesi dove simili stanziamenti sono stati concessi, si è potuto apprezzare un miglioramento tangibile della situazione. Secondo il presidente Issoufou, tale politica di scolarizzazione potrebbe permettere in parte di porre fine al fenomeno dei matrimoni precoci, che avvengono fin dall’età di 12 anni e che molto spesso implicano gravidanze in età adolescenziale. Issoufou ha sottolineato che la demografia rappresenta un grave problema per il popolo nigerino, che ha un tasso di aumento annuo della propria popolazione pari al 4%, con una media di oltre sette figli per donna (record mondiale). A questo ritmo, la popolazione del Niger raddoppierà ogni 18 anni, ha avvertito il presidente del Paese, affermando che attualmente ammonta a 21 milioni, e che al decorrere dei primi 18 anni arriverà a 42 milioni. Di questo passo, nel 2050 il Niger sarà il Paese più popoloso dell’Africa occidentale dopo la Nigeria. Secondo Issoufou lottare contro l’incremento demografico è uno dei mezzi per lottare contro le migrazioni e contro la minaccia dei gruppi armati, in primis quelli di stampo jihadista. Per rinforzare la democrazia, la Francia sosterrà il processo elettorale nigerino, dove finora nessun presidente eletto è succeduto a un altro presidente eletto. “La democrazia è lei”, ha detto Macron al suo omologo, che cionondimeno riscuote le critiche dell’opposizione e della società civile. L’attuale presidente è stato già rieletto nel 2016, e non potrà dunque ricandidarsi nelle elezioni del 2021.

I due presidenti hanno poi affrontato le questioni inerenti all’esercito e alla sicurezza, già intavolate a più riprese nel corrente mese di dicembre in Francia e a fine novembre ad Abidjan. Attualmente, il Niger stanzia il 15% delle sue risorse economiche nella sicurezza, tuttavia il presidente Issoufou ha sottolineato che non si riesce comunque a far fronte da soli alle minacce incombenti; in tal senso, egli fa appello a una condivisione degli oneri tra i Paesi della regione. L’attuazione della forza G5-Sahel (Mali, Ciad, Burkina Faso, Niger, Mauritania) è stata dunque al centro delle discussioni; il presidente francese ha sostenuto in merito che ci sia non tanto un problema di liquidità quanto un problema di rapidità operativa. Macron ha infine affermato che ciò che più si necessita al momento è di far luce sulle norme, e di assicurarsi che il capo di Stato maggiore possa disporre delle forze che corrispondono a tutti gli effetti agli impegni presi. Il leader della Francia si è mostrato fiducioso e ha concluso l’intervento promettendo che azioni concrete in merito a questo tema saranno portate avanti già dall’inizio del 2018.

Il cosiddetto G5 Sahel, o anche G5S, è un gruppo istituzionale di coordinamento e di controllo della cooperazione regionale del Sahel in materia di politiche di sviluppo e di sicurezza, creato in un vertice che si è tenuto dal 15 al 17 febbraio 2014 tra cinque Stati della fascia del Sahel: Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti francesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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