Corea del Nord: sanzioni Onu rappresentano “un atto di guerra”

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 9:56 in Asia Corea del Nord

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Il Ministero degli Esteri della Corea del Nord ha definito l’imposizione di nuove sanzioni da parte dell’Onu un atto di guerra e l’equivalente di un blocco completo nei confronti dell’economia del Paese.

Domenica 24 dicembre, il portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano ha rilasciato una dichiarazione che definisce le sanzioni imposte dall’Onu una grave violazione della sovranità del Paese. Secondo l’autorità, le restrizioni rappresentano anche una minaccia alla pace e alla stabilità della penisola coreana. Il Ministero degli Esteri nordcoreano ha spiegato che le armi nucleari del Paese sono una misura di dissuasione autodifensiva che non viola la legge internazionale. La Corea del Nord consoliderà “il sistema nucleare di autodifesa per debellare le minacce, i ricatti e l’ostilità statunitensi, stabilendo un equilibrio di forza con gli Stati Uniti”.

Pyongyang ha minacciato di punire tutti gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che hanno votato a favore della Risoluzione 2397, promettendo che “pagheranno il prezzo della loro decisione”. Il documento, approvato venerdì 22 dicembre, ha imposto una serie di limitazioni alle importazioni e alle esportazioni del Paese in diversi settori, quali carburante, prodotti alimentari e mezzi di trasporto. La Risoluzione, inoltre, obbliga tutti i nordcoreani che lavorano all’estero a rimpatriare entro 24 mesi.

Gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza hanno approvato all’unanimità l’imposizione di sanzioni sul Paese, nonostante Cina e Russia abbiano sottolineato l’importanza di trovare una soluzione diplomatica alla questione. Si tratta della terza tornata di restrizioni approvata dalle Nazioni Unite in risposta ai test missilistici della Corea del Nord.

Il documento è stato proposto dagli Stati Uniti in risposta all’ultimo test missilistico di Pyongyang, avvenuto il 29 novembre. Secondo le autorità nordcoreane, l’esito positivo di questo lancio rappresenta l’imposizione della Corea del Nord nel mondo come potenza nucleare, in quanto il razzo sarebbe in grado di colpire gli Stati Uniti. A novembre, Kim Jong-Un aveva dichiarato che non aveva intenzione di colpire nessuno, a meno che non si fosse presentata una reale minaccia contro i suoi interessi.

Dall’inizio dell’estate 2017, Pyongyang ha iniziato a testare una serie di missili balistici. Il 21 agosto, Stati Uniti e Corea del Sud hanno cominciato le esercitazioni militari congiunte e, per tutta risposta, cinque giorni dopo la Corea del Nord ha lanciato 3 missili a corto raggio in direzione di Seul e il 29 agosto ha testato un missile a medio raggio che ha sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido. Il 3 settembre 2017 Pyongyang ha eseguito un test sotterraneo, facendo detonare una bomba all’idrogeno che ha provocato un terremoto in tutto il Paese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condannato l’azione e ha incoraggiato i suoi alleati a prendere provvedimenti per isolare il regime di Kim Jong-Un. Da allora, il Consiglio di Sicurezza e gli Stati membri hanno cominciato a imporre sanzioni sul Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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