Austria: cancelliere contro accoglienza rifugiati UE

Pubblicato il 24 dicembre 2017 alle 12:31 in Austria Immigrazione

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Il nuovo cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha fatto appello affinché si ponga fine al “fallimentare” tentativo di raggiungere un sistema a quote per distribuire equamente i richiedenti asilo in Europa, e ha sollecitato nuovi sforzi per aiutare i rifugiati direttamente nei loro Paesi di origine.

Nel 2015, quando Sebastian Kurz ancora ricopriva il mandato di ministro degli Esteri – in carica da dicembre 2013 a dicembre 2017 – criticò duramente la decisione presa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel in merito all’apertura delle frontiere della Germania a oltre un milione di migranti e sfollati. Di stampo conservatore, Kurz è il leader del Partito Popolare Austriaco dal 15 maggio 2017, e dal 18 dicembre 2017 è stato nominato cancelliere federale dell’Austria in coalizione con il Partito della Libertà, di estrema destra.

Da quando è diventato cancelliere sei giorni fa, Kurz si è schierato con i vicini Paesi dell’Europa centrale, l’Ungheria e la Repubblica Ceca, che hanno adottato una linea di dura opposizione all’accoglienza dei rifugiati nei Paesi membri dell’Unione Europea, e ha preso le distanze dalla linea tedesca e dalle proposte presentate dalla Germania in merito alla ripartizione dei richiedenti asilo.

A suo dire, obbligare gli Stati ad accettare rifugiati non porterà l’Europa lontano, e tale discussione è insensata; queste sono state le parole che ha riferito al quotidiano tedesco Bild am Sonntag, aggiungendo che i migranti che partono alla volta dell’Europa non vogliono andare in Bulgaria o in Ungheria, bensì sono diretti in Germania, Austria o Svezia.

Invece di continuare a tentare la strada di quella che secondo Kurz si è rivelata una linea politica fallimentare, il cancelliere austriaco ha fatto appello all’Europa affinché si aiutino i migranti, “forse militarmente”, direttamente nei loro Paesi d’origine o negli Stati a essi confinanti. Qualora ciò non fosse possibile, Sebastian Kurz propone di aiutarli in zone protette all’interno dei loro continenti. L’Unione Europa dovrebbe, secondo lui, incoraggiare tale sistema, se non addirittura organizzarlo concretamente e spalleggiarlo militarmente.
Durante l’intervista pubblicata dal giornale tedesco, Kurz non ha tuttavia specificato che tipo di sostegno militare abbia in mente per difendere il progetto da lui proposto.
Gli altri leader europei, dal canto loro, hanno suggerito che l’Unione Europea si impegni invece in prima persona per contribuire alle operazioni di peacekeeping volte a stabilizzare i conflitti in Africa.

La questione inerente a come comportarsi di fronte ai flussi di migranti in fuga da guerre e povertà nel Medio Oriente e in Africa divide anche la Germania, dove i conservatori capeggiati da Angela Merkel e i socialdemocratici (Spd) si preparano a intavolare discussioni in merito alla formazione di un nuovo gabinetto di governo.

Da una parte, i sostenitori tedeschi della linea conservatrice esigono il rispetto di un ristretto tetto massimo annuale di migranti che potranno entrare in Germania dovrà accogliere; dall’altra, un membro di alto rango del partito socialdemocratico, sabato 23 dicembre 2017, ha suggerito che le autorità locali in Europa vengano pagate per accogliere i rifugiati.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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