Russia-Ucraina: nuove tensioni su risorse difensive USA

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 15:24 in USA e Canada Ucraina

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Gli Stati Uniti forniranno all’Ucraina “capacità difensive potenziate”, secondo il Dipartimento di Stato; intanto, Kiev è alle prese con i separatisti sostenuti dalla Russia nella parte orientale del Paese.

Venerdì 22 dicembre 2017, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che l’assistenza prestata dagli Stati Uniti all’Ucraina è di natura puramente difensiva, e ha inteso ribadire che essendo l’Ucraina un Paese sovrano gode del pieno diritto di difendersi. Secondo il Dipartimento, la decisione fa parte degli sforzi americani in sostegno dell’Ucraina, affinché lo Stato riesca a difendere la sua integrità territoriale e a deterrere altre eventuali aggressioni; non è stata tuttavia specificata la natura delle capacità difensive considerate. Venerdì 22 dicembre, l’agenzia di stampa ABC News ha divulgato che il presidente Donald Trump avrebbe di lì a breve deciso se approvare la vendita di missili anticarro all’Ucraina; qualsiasi vendita in merito a tali arsenali necessita inoltre dell’approvazione del Congresso. Le fonti che hanno riferito la notizia ad ABC News apparterrebbero al Dipartimento di Stato.

Mercoledì 2o dicembre il Dipartimento di Stato ha approvato una licenza in base alla quale l’Ucraina potrà acquistare alcune armi leggere e di piccolo calibro da fabbricanti statunitensi. Il senatore repubblicano John McCain si è detto favorevole alla vendita di armi all’Ucraina, e ha esortato Trump ad autorizzare la vendita di ulteriori armi letali difensive, tra cui le munizioni anticarro, e a utilizzare a pieno i fondi stanziati dal Congresso per prestare assistenza a Stati terzi in materia di sicurezza. Secondo McCain, tali finanziamenti devono essere convogliati verso l’Ucraina, affinché essa difenda la sua sovranità e la sua integrità territoriale.

Sabato 23 dicembre 2017, in seguito ai recenti sviluppi circa la possibilità di acquisto ucraino di armi americane, il viceministro degli Esteri russo Grigory Karasin ha commentato che il rifornimento di armi, sia pure a scopo difensivo, è pericoloso in quanto incoraggia i sostenitori del conflitto nell’Ucraina orientale a usare la violenza. Inoltre Franz Klintsevich, un membro del comitato per la sicurezza della Camera alta del Parlamento russo, ha affermato che Kiev probabilmente considererà tali rifornimenti bellici come un implicito supporto delle proprie azioni. A suo dire, gli americani hanno di fatto spinto la popolazione ucraina coinvolta all’uso diretto della violenza, e dunque alla guerra. Il ministro degli Esteri russo, nella medesima giornata di sabato 23 dicembre 2017, ha affermato che la decisione americana rischia di minare gli accordi di Minsk, volti a porre fine ai combattimenti sul territorio e firmati nel febbraio 2015 da Ucraina, Russia, Francia e Germania nella capitale bielorussa.

Precedentemente nella settimana, lunedì 18 dicembre il ministero degli Esteri russo ha reso noto di aver richiamato in patria lo staff operativo presso il Centro congiunto di controllo e coordinamento (o JCCC, dall’inglese Joint Centre for Control and Coordination) in Ucraina, accusando la popolazione ucraina di fare ostruzione al lavoro del gruppo in questione. Mercoledì 20 dicembre i funzionari ucraini, i supervisori della sicurezza e i sostenitori di Kiev hanno messo in guardia Mosca, asserendo che la decisone russa di ritirare il gruppo – adibito al controllo del cessate-il-fuoco tra i due Paesi – rischia di esacerbare i conflitti e gli scontri nell’Ucraina orientale. A fronte delle nuove tensioni, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno esortato le parti coinvolte nell’aumento delle violazioni del cessate-il-fuoco a mettere in atto il prima possibile le decisioni prese e sui cui si è già raggiunto un accordo. Macron e Merkel hanno dichiarato che non esiste alternativa possibile se non quella di dirimere la controversia pacificamente, e hanno fatto appello a Mosca affinché il gruppo richiamato in Russia torni al più presto al Centro congiunto in Ucraina. Inoltre, i due capi diplomatici hanno dichiarato che è necessario attuare gli accordi inerenti al ritiro di armamenti pesanti nelle zone pattuite, ivi inclusi carrarmati, artiglieria e mortai.

Le relazioni tra l’Ucraina e la Russia sono quanto mai tese per via di un conflitto interno alla parte orientale del territorio ucraino. Qui, i separatisti filorussi sono in aperto contrasto con il governo centrale di Kiev, e dal 2014 – anno in cui la Russia ha annesso la Crimea – a oggi, negli scontri sono morte oltre 10mila persone. Kiev ha inoltre accusato Mosca di inviare truppe e armamenti nella regione orientale del Paese, nonostante la Russia respinga tali affermazioni. Il presidente russo Vladimir Putin, a settembre 2017 a affermato che ogni decisione intrapresa dagli Stati Uniti per fornire armi difensive all’Ucraina non farà altro che alimentare il conflitto che imperversa nell’est del Paese, e rischierebbe inoltre di spingere i separatisti a espandere geograficamente la loro campagna.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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