Perù: Kuczynski salvo per 8 voti

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 6:04 in America Latina Perù

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Il parlamento del Perù non ha approvato la destituzione del presidente del paese Pedro Pablo Kuczynski. A favore dell’impeachment hanno votato 79 deputati, contro 19, 21 si sono astenuti. Il quorum previsto dalla Costituzione peruviana è fissato a 87 deputati su 130.

In un lunghissimo intervento prima del voto, il presidente aveva chiesto scusa per “non aver vigilato abbastanza” sugli accordi che l’impresa di cui era socio, la Westfield Capital, aveva siglato con la multinazionale Odebrecht, al centro dell’omonimo scandalo tangentizio che coinvolge l’intera America Latina.

“Ho sbagliato, non sono stato attento, chiedo scusa, ma non sono un corrotto” – ha assicurato Kuczynski, che all’epoca dei finanziamenti in questione (782.000 dollari tra il 2004 e il 2007) era ministro delle finanze e capo del governo del presidente Alán García, inquisito per corruzione sempre nel quadro dello scandalo Odebrecht.

Nei giorni precedenti la seduta parlamentare, Kuczynski ha fatto appello a tutte le forze democratiche, per bloccare “il golpe parlamentare” di Fuerza Popular, il partito dell’ex dittatore Alberto Fujimori, che gode della maggioranza assoluta alla camera.

Paradossalmente, tuttavia, a salvare Kuczynski è stata proprio l’astensione del figlio minore di Fujimori, Kenji, e di altri nove fujimoristi ribelli, che si sono astenuti assieme a 11 rappresentanti del Frente Amplio di sinistra.

A favore dell’impeachment 61 fujimoristi, 9 deputati del Frente Amplio e il gruppo parlamentare dell’APRA. Dieci deputati non hanno partecipato al voto, mentre a favore di Kuczynski hanno votato un deputato di Alianza Popular e i 18 congressisti del partito del presidente Peruanos Por el Kambio.

Kenji Fujimori ha spiegato la propria astensione, in rottura con la sorella maggiore Keiko, fautrice dell’impeachment, con la possibilità di grazia presidenziale per il padre Alberto. “I negoziati con il governo sono ad uno stadio avanzato” – ha assicurato il minore dei fratelli Fujimori.

“Il Perù è come saturno che divora i suoi figli” – scrive sulle colonne del País Carlos Cué. Due ex presidenti sono in galera (Fujimori e Ollanta Humala), uno è latitante (Alejandro Toledo), su un altro pesano forti sospetti di corruzione (Alán García). Ora si aggiunge anche il coinvolgimento di Kuczynski (e anche di Keiko Fujimori) nel caso Odebrecht.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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