Minniti: sbarchi diminuiti del 33% nel 2017

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 6:01 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in occasione del question time alla Camera dei Deputati del 21 dicembre, ha affrontato diverse questioni relative all’immigrazione e alla sicurezza dell’Italia, tra cui le misure di contrasto adottate per prevenire attentati e nuovi sbarchi.

Il ministro ha reso noto che nel 2017 gli sbarchi sono diminuiti del 33% rispetto al 2016, anno in cui giunsero sulle nostre coste 181,000 stranieri. Come mostrato dalle statistiche del Ministero dell’Interno, dopo il picco di giugno, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a luglio e a 3,918 ad agosto. A settembre è stato registrato un lieve aumento, con lo sbarco di 6,282 migranti, seguito da nuove diminuzioni con 5,984 arrivi a ottobre, 5,641 a novembre. Nei primi 22 giorni di dicembre, sono arrivati nel nostro Paese via mare 1,872 migranti. Con la sospensione progressiva delle partenze dalla Libia, si sono tuttavia aperte nuove tratte dall’Algeria e dalla Tunisia, definite “non ancora allarmanti” da Minniti. Dall’inizio dell’anno al 21 dicembre, sono giunti in Italia 1,929 migranti salpati dalle coste algerine, segnando una netta crescita rispetto ai 1,225 arrivi in Italia nel 2016. Il ministro ha riferito gli sbarchi dalla Tunisia costituiscono il 5% degli arrivi in Italia nel 2017, e che Roma e Tunisi stanno già collaborando per migliorare le procedure di rimpatrio.

Alla luce del possibile rischio di infiltrazioni terroristiche all’interno dei flussi migratori, a partire dal mese di ottobre, ha spiegato Minniti, è stato attuato un piano operativo di pattugliamento aereonavale coordinato con le autorità tunisine e algerine. Inoltre, presso gli hotspot dove vengono identificati tutti i migranti che sbarcano in Italia, sono state implementate nuove modalità di verifica più approfondite per prevenire il passaggio di eventuali individui radicalizzati.

In merito alla gestione dei flussi migratori, l’Italia sta portando avanti diverse iniziative in ambito europeo. Come ha spiegato Minniti, il regolamento di Dublino conferisce all’Italia una “responsabilità primaria”, in quanto è uno degli Stati di primo approdo dell’Europa. Tale sistema prevede infatti che i Paesi di primo ingresso siano responsabili dei richiedenti asilo. Attualmente, sono in corso le negoziazioni in seno al Consiglio dell’UE per adottare una riforma che non obbligherà più le autorità degli Stati di primo approdo ad occuparsi dei migranti, i quali, invece, verranno divisi  tra gli altri membri dell’Unione Europea secondo un sistema di distribuzione prestabilito. Come ha spiegato il commissario dell’immigrazione per l’UE, Dimitris Avramopoulous in un’intervista per il quotidiano Euronews, “le modifiche mirano a rendere il sistema di Dulino più giusto e bilanciato, così da non far ricadere l’intero peso dei flussi migratori sulle spalle dei Paesi in prima linea, quali Italia, Spagna, Grecia e Bulgaria”. A suo avviso, la riforma porterà una divisione equa delle responsabilità.

Minniti ha fatto riferimento anche al fenomeno dei cosiddetti “dublinanti”, ovvero coloro che entrano in Italia pur essendo già registrati in altri Paesi europei. In particolare, nel 2016, la questura di Udine aveva ricevuto 2,803 richieste di asilo, soprattutto da migranti afghani e pakistani, di cui 2,453 erano già stati registrati nella banca dati degli Stati del Nord Europa. Tale verifica è stata possibile grazie al sistema Eurodac, nel quale vengono inserite e condivise dai paesi europei le impronte digitali dei richiedenti asilo.

Infine, il ministro dell’Interno ha dichiarato che le autorità italiane non mostreranno alcuna tolleranza verso le formazioni dell’area neofascista, xenofoba e razzista. La polizia sta costantemente effettuando attività di monitoraggio e, ad oggi, sono state contate 178 denunce e 6 arresti di militanti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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