Immigrazione: cittadini con forti legami USA esenti dal bando di Trump

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 13:03 in Immigrazione USA e Canada

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Una corte d’appello statunitense ha affermato che il divieto di viaggio relativo ai sei maggiori Paesi musulmani caldeggiato dal presidente Trump e largamente dibattuto non sarà esteso a coloro che godono di forti legami con gli Stati Uniti.

Venerdì 22 dicembre 2017 la Corte d’Appello del nono Circuito statunitense, che si occupa di numerosi Stati della costa occidentale americana, ha reso noto che la sua sentenza sarà provvisoriamente sospesa, nell’attesa che la Corte suprema degli Stati Uniti si pronunci in merito all’ultima versione del divieto portato avanti dall’amministrazione Trump.
Da quando a gennaio 2017 Donald Trump ha iniziato il suo mandato presidenziale, molti sono stati i suoi tentativi di far passare il bando proposto per vietare ai viaggiatori provenienti da Paesi a maggioranza musulmana di sbarcare negli USA.
Un gruppo legale del nono Circuito, presieduto da tre giudici, ha ristretto l’ordinanza precedente, approvata da un tribunale federale minore, esonerando dall’ingiunzione coloro che godono di una “relazione credibilmente in buona fede con gli Stati Uniti”. Lo stesso gruppo lavorativo ha affermato che sì, il presidente americano può esercitare ampi poteri per amministrare l’ingresso degli immigrati nei confini nazionali, tuttavia questi poteri non sono infiniti bensì limitati da alcuni vincoli. La conclusione del comitato legale è stata che ancora una volta la proposta di legge presentata dall’amministrazione Trump sconfina dai poteri delegati all’autorità presidenziale.

Il bando di ingresso respinto dal tribunale avrebbe dovuto rivolgersi a tutti quei cittadini provenienti da Chad, Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen che cerchino di entrare negli Stati Uniti; i sei Paesi in questione sono caratterizzati da una forte maggioranza musulmana. Il presidente Donald Trump, di stampo repubblicano, ha affermato che tale divieto è necessario per proteggere preventivamente la popolazione americana dalla minaccia del terrorismo. Lo Stato di Hawaii, tuttavia, ha fatto ricorso in tribunale, e un giudice federale di Honolulu si è pronunciato sostenendo che tale bando esula dai poteri di Trump inerenti alle leggi sull’immigrazione. Il divieto di ingresso si applica anche ai cittadini che giungono in America dalla Corea del Nord e ad alcuni funzionari governativi del Venezuela, tuttavia in questi due casi i tribunali minori hanno già provveduto a consentire la messa in vigore della normativa. Il comitato della Corte d’Appello del nono Circuito, che ha limitato il campo d’azione di una precedente versione del bando sull’immigrazione, si era riunito per deliberare nel mese di dicembre 2017.

La prima proposta di divieto d’ingresso formulata a gennaio 2017 da Trump includeva un numero molto maggiore di Paesi a maggioranza musulmana, e provocò caos agli aeroporti e proteste di massa. Inoltre, i tribunali federali non approvarono il bando. Nel mese di marzo 2017 il presidente pubblicò allora una seconda versione aggiornata della proposta, che entrò in vigore e rimane operativa fino al mese di settembre 2017, in cui, a seguito di consulte e discussioni in seno ai tribunali, fu sostituita da una terza versione del bando, ossia quella attuale. Il divieto di ingresso presenta tuttavia alcune eccezioni: alcuni individui provenienti da ognuno dei Paesi implicati possono comunque fare richiesta per ottenere un visto a scopo turistico, lavorativo o di formazione, e i richiedenti possono esigere la disamina del loro caso singolarmente.

In una dichiarazione, la portavoce del dipartimento di giustizia statunitense Lauren Ehrsam si è rallegrata che la Corte suprema abbia già permesso al governo di mettere in atto la proclamazione del bando e stia garantendo ai cittadini americani di vivere in sicurezza mentre l’argomento viene ulteriormente discusso per vie legali. La portavoce ha inoltre aggiunto di continuare a credere che la mozione proposta dal presidente Trump debba essere accettata nella sua integralità e resa operativa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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