Honduras: intervento USA nelle presidenziali

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 17:45 in America Latina America centrale e Caraibi

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Gli Stati Uniti hanno appoggiato la rielezione del presidente onduregno Juan Orlando Hernandez nonostante le diffuse controversie inerenti al conteggio delle urne, portando il candidato avversario a definire la sua battaglia una “causa persa”.

Venerdì 22 dicembre 2017 gli Stati Uniti si sono pronunciati a favore dell’esito elettorale che ha sancito la vittoria del già presidente onduregno Hernandez, riconfermato in carica. Il tribunale elettorale onduregno ha dichiarato Hernandez vincitore delle elezioni presidenziali che si sono tenute il 26 novembre, nonostante le proteste dell’opposizione che sostiene ci siano state irregolarità nel conteggio dei voti. Il risultato dello spoglio elettorale aveva inizialmente favorito il candidato di centrosinistra rivale del presidente, Salvador Nasralla, ma dopo un ritardo di 36 ore ha ribaltato l’esito definitivo in favore di Hernandez, l’attuale presidente del Paese centramericano. Dopo l’intervento statunitense, Nasralla si è detto pessimista riguardo le sue chance di vincere il consenso del Paese, e durante un’intervista per l’agenzia di stampa Reuters ha affermato che secondo lui sia la corte suprema sia il tribunale elettorale della nazione parteggiano per il suo avversario. Nonostante abbia descritto la sua battaglia come una causa persa a livello nazionale, Nasralla ha tuttavia dichiarato che a livello internazionale confida nell’Organizzazione degli Stati americani (OSA), che a suo dire comprende le dinamiche della “grande frode” onduregna, affinché venga presa la decisione di ripetere le presidenziali. Nasralla ha inoltre affermato che la situazione è ormai praticamente definita, e che se lui personalmente non ha più nulla a che vedere con la politica, però la popolazione dell’Honduras, che si è schierata a suo favore con l’80% dei voti, continuerà a lottare.

Gli Stati Uniti hanno seguito le orme del Messico e di altri Paesi latinoamericani nel fornire appoggio a Hernandez, che si è dimostrato un alleato affidabile già nel primo mandato che ha assolto. Il Dipartimento di Stato americano si è congratulato con lui e ha espresso il desiderio che l’Honduras perseguano un impegno a lungo termine per risolvere le divisioni politiche nazionali e dare il via alle riforme elettorali, che sono fortemente necessarie. Lo ha riferito la portavoce Heather Nauert in una dichiarazione ufficiale.

La dichiarazione rilasciata dal tribunale elettorale del Paese a favore di Hernandez ha causato violente proteste in Honduras, e la ripetizione delle elezioni indetta dall’OSA è stata respinta dal governo. Nasralla ha goduto dell’appoggio dell’ex presidente Manuel Zelaya, personaggio della sinistra spodestato nel golpe del 2009 dopo aver proposto un referendum sulla sua rielezione, all’epoca vietato dalla costituzione del Paese. Nonostante la comune ideologia di sinistra, venerdì 22 dicembre 2017 Zelaya ha affermato che Nasralla non fa più parte della sua alleanza politica. Dal canto suo, Nasralla ha replicato che non c’è più la necessità di un’appartenenza al partito né all’alleanza con Zelaya, in quanto si ritiene il presidente eletto dal popolo onduregno. Secondo il gruppo umanitario COFADEH, durante la terza settimana di dicembre 2017 circa 27 persone sarebbero morte negli scontri che si sono consumati nella capitale Tegucigalpa. Il Dipartimento di Stato ha fatto appello a ambo le parti affinché non ricorrano alla violenza e affinché chi volesse contestare il risultato delle elezioni si avvalga unicamente dei mezzi legali e costituzionali; in egual modo, l’organi si è rivolto al governo dell’Honduras esortandolo ad assicurare il rispetto delle norme di sicurezza e del diritto dell’opposizione a dimostrazioni e proteste pacifiche. Un appello del Dipartimento è stato altresì indirizzato al tribunale elettorale, affinché le operazioni vengano effettuate in piena trasparenza.

Secondo quanto Nasralla ha riferito a un’emittente televisiva nazionale, la decisione statunitense di appoggiare l’avversario riflette la strategia di Washington di tenere saldo il controllo sul Paese. A suo dire, infatti, gli americani temono che con l’eventuale vittoria di Nasralla e la creazione di un governo di sinistra, gli Stati Uniti possano perdere il potere che esercitano sulla nazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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