Corea del Nord: Onu approva nuove sanzioni

Pubblicato il 23 dicembre 2017 alle 9:56 in Asia Corea del Nord

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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una Risoluzione che impone nuove sanzioni alla Corea del Nord.

Venerdì 22 dicembre, l’organo delle Nazioni Unite si è riunito per discutere nuovamente la situazione nella Penisola Coreana, successivamente all’ultimo test nucleare di Pyongyang, effettuato il 29 novembre. Il documento è stato approvato all’Onu con 15 voti a favore e zero contrari, come ha riportato su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La Risoluzione 2397 era stata redatta da Washington, congiuntamente con Pechino, ed era stata presentata agli Stati membri del Consiglio di Sicurezza giovedì 21 dicembre. Le nuove sanzioni limitano fortemente l’importazione di petrolio e di prodotti petroliferi raffinati in Corea del Nord, prevedono il rimpatrio di tutti i lavoratori nordcoreani all’estero entro 24 mesi, poiché si teme che possano utilizzare i loro guadagni per finanziare i programmi nucleari di Pyongyang, e inaspriscono i controlli sulle imbarcazioni, per evitare il contrabbando di materiali vietati da e verso il Paese. Alla Corea del Nord è stata altresì vietata l’esportazione di prodotti alimentari, strumentazioni elettroniche, macchinari, terreno, pietre, legno, imbarcazioni, strumentazioni e metalli industriali e mezzi di trasporto. Tuttavia, come ha confermato il quotidiano britannico The Guardian, non sono state approvate le sanzioni, ancora più aspre, proposte dall’amministrazione Trump.

Al documento sono state fatte alcune modifiche dell’ultimo minuto, come l’estensione del limite di tempo per il rimpatrio dei lavoratori nordcoreani all’estero, che è passato da 12 a 24 mesi. Questo cambiamento è avvenuto dopo trattative con Mosca, che aveva criticato gli Stati Uniti per aver fornito la bozza della Risoluzione con troppo poco preavviso. La Russia ospita quasi 40.000 lavoratori provenienti dalla Corea del  Nord, la maggior parte impiegati nel settore edile. L’estensione da 12 a 14 mesi è necessaria per gestire gli aspetti logistici della problematica, ha riferito l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite.

Russia e Cina hanno condannato il comportamento della Corea del Nord, ma hanno anche sottolineato l’importanza dell’utilizzo del canale diplomatico per distendere le tensioni e superare la crisi nell’area. Il vice ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Wu Haitao, ha ricordato ai membri del Consiglio di Sicurezza che non bisogna aspettarsi che la situazione si risolva solamente attraverso l’imposizione di sanzioni. La CNN riporta che la Cina ha nuovamente avanzato la proposta, che non ha avuto seguito, secondo la quale Stati Uniti e Corea del Sud sospenderanno tutte le esercitazioni militari in quel territorio, iniziate l’11 novembre, in cambio dell’interruzione dei test missilistici da parte del governo di Pyongyang.

Anche il vice ambasciatore russo, Vladimir Safronkov, ha ricordato che è necessario prevedere una soluzione diplomatica. In risposta a queste dichiarazioni, gli Stati Uniti hanno affermato che le trattative per la pace potranno cominciare solamente in seguito a una completa interruzione del programma nucleare nordcoreano.

In realtà, la Risoluzione approvata venerdì lascia aperta la possibilità di riprendere i negoziati diplomatici a sei parti. Le trattative, che avevano l’obiettivo di trovare una soluzione pacifica per sospendere lo sviluppo dei piani missilistici e nucleari della Corea del Nord, erano cominciate nel 2003. Tuttavia, nel 2009 erano state sospese poiché Pyongyang aveva ripreso il programma. Gli Stati coinvolti, oltre alla Corea del Nord, sono la Corea del Sud, gli Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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