Taiwan perquisisce Partito pro-Cina, irritazione di Pechino

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 6:09 in Asia Taiwan

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Il governo democratico di Taiwan ha effettuato una serie di indagini e di perquisizioni alle abitazioni dei membri del New Party, forza politica pro-Cina continentale, suscitando l’irritazione di Pechino e facendo salire maggiormente la tensione tra le due rive dello stretto.

La Cina si oppone fortemente alle indagini e alle perquisizioni da parte della polizia di Taiwan ai danni degli esponenti del partito taiwanese pro-Cina continentale, noto proprio come “New Party”  e i media di Pechino parlano di “terrorismo verde” per descrivere le attività della polizia su richiesta delle autorità di Taiwan. Il verde è il colore simbolo del Democratic Progressive Party, il partito al potere sull’isola che porta avanti una linea favorevole all’autonomia dalla Cina. La ragione alla base delle indagini e delle perquisizioni è che i quattro capi del New Party – che non gode attualmente di rappresentanza all’interno del parlamento di Taipei – erano sospettati di aver violato il National Security Act, la legge sulla sicurezza nazionale. Il portavoce del Partito, Wan Bingzhong, sarebbe stato portato via dalle forze dell’ordine dopo la perquisizione alla sua abitazione, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale del governo di Pechino, Xinhua.

Una delegazione di rappresentanti del New Party era appena tornata da una visita in Cina continentale dove aveva incontrato i membri del Taiwan Affairs Office – l’ente governativo di Pechino che si occupa delle politiche riguardanti l’isola di Taiwan.

Il New Party ha denunciato le perquisizioni e le indagini, avviate il 19 dicembre, come immotivate, dato che né i procuratori, né il governo avrebbero fornito loro dettagli in merito ai capi di accusa. Il presidente del Partito, Yok Mu-ming, si chiede perché le autorità di Taiwan siano interessate a un partito così piccolo e ai suoi presunti segreti, ma afferma di non aver nulla da temere dai risultati delle indagini e di rimanere fermo nella sua “missione” di riunificazione tra le due rive dello Stretto di Taiwan.
Il Taiwan Affairs Office del governo di Pechino ha diffuso un breve commento in cui afferma la vicinanza e il sostegno della Cina al New Party, che si oppone alle correnti indipendentistiche di alcune forze politiche taiwanesi portando avanti il principio “una sola Cina”. Questo principio – che è alla base dei rapporti diplomatici della Cina con tutti i Paesi del mondo – sancisce che al mondo esiste un solo governo legittimo del popolo cinese ed è quello della Repubblica Popolare di Pechino. L’isola di Taiwan – che in realtà gode di un governo autonomo de facto democraticamente eletto dal 1949 – viene considerata parte integrante del territorio cinese, sotto forma di regione autonoma speciale, uno status simile a quello delle altre due isole di Hong Kong e Macao.

Il Taiwan Affairs Office ha condannato “la connivenza delle autorità taiwanesi con i movimenti separatisti e indipendentisti” e ha accusato i leader dell’isola di voler “abbattere e perseguitare le forze politiche che aspirano alla pacifica riunificazione dell’isola con il continente. Condanniamo fortemente queste azioni e stiamo seguendo con grande attenzione quanto accade”.

La tensione tra Pechino e Taipei è molto alta da quando, nel 2016, è stata eletta presidente dell’isola Tsai Ing-wen, la rappresentante del Democratic Progressive Party che aspira all’autonomia dell’isola dalla Cina. Nelle ultime settimane, le dichiarazioni in merito alla cooperazione militare tra Taiwan e gli Stati Uniti contenuti nel Bilancio per la Difesa degli Stati Uniti hanno esasperato la tensione sempre presente tra le due rive dello Stretto di Taiwan.

Il New Party, partito politico taiwanese che non gode di rappresentanza in parlamento, ha un orientamento fortemente filo-Cina continentale ed è nato da una scissione del Partito Nazionalista – Guomindang – nel 1993. Il Partito Nazionalista è stato il fautore della prima fase repubblicana della Cina, la Repubblica di Cina, istituita sul continente nel 1911. In seguito alla sconfitta durante la guerra civile contro il Partito Comunista guidato da Mao Zedong – nato nel 1921 – il Partito Nazionalista di Chiang Kai-shek ha lasciato il continente cinese e si è rifugiato sull’isola di Taiwan, nel 1949. Dal 1949, anno di fondazione della Repubblica Popolare Cinese a Pechino, Taiwan gode di un governo separato da quello continentale, il cui presidente viene eletto a suffragio universale dai cittadini, con un sistema ispirato a quello degli Stati Uniti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

 

di Redazione

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