Pence in Afghanistan: incontro con il presidente Ghani e le truppe americane

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 11:07 in Afghanistan USA e Canada

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Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, è giunto inaspettatamente in Afghanistan la sera del 21 dicembre, per incontrare alcuni ufficiali locali e le truppe americane posizionate nel Paese asiatico. Si tratta della sua prima visita ufficiale a Kabul nelle vesti di vicepresidente.

La CNN riferisce che il viaggio non era stato annunciato per motivi di sicurezza, dal momento che Pence è l’ufficiale dell’amministrazione Trump di rango maggiore. La sua presenza a Kabul è stata resa nota soltanto un’ora prima della sua partenza per tornare negli USA. Pence è atterrato nella capitale afghana alle 7:16 del pomeriggio locali, a bordo di un aereo militare C-17. Dopo aver indossato un giubbotto anti-proiettile, è salito a bordo di un elicottero corazzato per raggiungere il presidente Ashar Ghani presso il palazzo presidenziale a Kabul. Durante l’incontro, i due hanno affrontato la situazione di sicurezza in Afghanistan e hanno parlato della nuova strategia americana nella regione, annunciata lo scorso 21 agosto dal presidente Donald Trump. L’obiettivo degli USA è quello di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dall’Afghanistan, al fine di stabilizzarlo. Il presidente Ghani, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa afghana, Pajhwok Afghan News, ha definito la strategia americana vitale per la stabilità dello Stato, in quanto la pace porterà un beneficio alla regione intera.

Dopo il colloquio con Ghani, Pence ha raggiunto la base militare a Bagra, per incontrare le truppe americane. Dopo aver ringraziato i soldati per il servizio che stanno svolgendo, il vicepresidente ha affermato che il popolo americano deve essere informato del coraggio e dei progressi ottenuti in Afghanistan dai propri militari. “Grazie a voi e ai crescenti bombardamenti, insieme ai nostri partner afghani, stiamo costringendo i talebani a ritirarsi”, ha spiegato Pence. Nel solo mese di ottobre 2017, gli USA hanno sganciato 653 bombe e missili in Afghanistan contro i talebani e gli altri gruppi di militanti, segnando un netto aumento rispetto alle 203 munizioni utilizzate lo stesso mese nel 2016. Si è trattato altresì del record di armi utilizzate contro i terroristi dell’area dal 2012 a oggi. All’epoca, erano presenti sul suolo afghano 100,000 truppe, mentre oggi ce ne sono 15,000.

Durante l’intervento, Pence ha messo in guardia i soldati riguardo al Pakistan, il quale rischia di continuare ad essere un rifugio sicuro per i terroristi, ribadendo quanto già affermato da Trump ad agosto durante l’annuncio della nuova strategia. Il presidente americano, nello specifico, aveva minacciato di tagliare gli aiuti americani alle autorità di Islamabad, se queste non si fossero impegnate nella lotta al terrorismo. “Per troppo tempo il Pakistan ha costituito un rifugio sicuro per i terroristi afghani e noi abbiamo dato alle sue autorità miliardi e miliardi di dollari; ma questo deve cambiare immediatamente”, aveva riferito Trump. Il Pakistan e l’Afghanistan condividono un confine lungo 2,500 km che, essendo un territorio montuoso e poco controllato costituisce un habitat propizio per le attività dei gruppi di militanti. Il governo americano, nel 2016, ha inserito il Pakistan al quarto posto nella lista dei dieci Paesi che hanno subito il maggior numero di attacchi terroristici in tutto il mondo, nel 2016, con un totale di 734 attentati e 1010 vittime, definendolo un “rifugio sicuro” per i militanti. Lo scorso 30 ottobre, alcuni ufficiali afghani e pakistani avevano riferito che, grazie alla pressione americana, le relazioni tra le autorità di Islamabad e i gruppi terroristici si stavano allentando. Un politico pakistano a conoscenza di tali legami, in condizioni di anonimità, ha spiegato che il Pakistan sta cercando di compiacere Washington per mantenere gli aiuti militarie.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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