Immigrazione: Francia sempre più vicina alla Libia

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 6:01 in Francia Immigrazione

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Il ministro degli Esteri francese, Jeans-Yves Le Drian, ha incontrato il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, nella capitale libica, insieme all’omologo Mohammed Sayala e l’ambasciatore francese nel Paese nordafricano, Brigitte Curmi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano libico, Libya Herald, durante l’incontro, il ministro francese e gli altri ufficiali libici hanno affrontato diverse questioni, tra cui il supporto della Francia alla Libia in ambito politico e migratorio. Le Drian ha rinnovato l’appoggio di Parigi agli sforzi dell’inviato dell’Onu in Libia, Ghassan Salamè, per organizzare nuove elezioni parlamentari e presidenziali entro il 2018. “La Francia è a favore della pace e della stabilità della Libia, il nostro supporto non si fermerà nonostante le difficoltà”, ha riferito il ministro francese a Serraj.

In merito al tema dell’immigrazione, i due Paesi hanno ribadito l’impegno nella lotta contro i trafficanti di esseri umani, sottolineando che è una responsabilità di tutta la comunità internazionale, e non della sola Libia, la quale necessita una forte assistenza per migliorare i controlli lungo i confini meridionali con il Niger, il Ciad e il Sudan, territori attraverso cui passano i flussi migratori provenienti dalle altre aree dell’Africa, nel tentativo di raggiungere poi l’Europa attraverso il Mediterraneo. Dall’altra parte, il premier di Tripoli ha affermato che, a suo avviso, la Francia dovrebbe intervenire maggiormente per migliorare l’apparato di sicurezza libico, affinché le operazioni di monitoraggio alle frontiere siano più efficaci. Infine, Serraj ha ringraziato le autorità francesi per aver ospitato l’incontro con il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo libico rivale insediato a Tobruk, lo scorso 25 luglio, in occasione del quale è stato concordato un cessate il fuoco in vista delle future elezioni politiche.

Da anni, la Libia costituisce il principale porto di partenza delle imbarcazioni cariche di migranti che salpano alla volta dell’Italia e dell’Europa. In seguito alla caduta del regime di Gheddafi, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano è scivolato in una situazione di completa instabilità politica, sociale ed economica. Attualmente, la Libia è divisa in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani si stanno approfittando della situazione, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Questi trattamenti non sono destinati soltanto agli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini. Il 14 ottobre 2017, la CNN ha pubblicato un video in cui viene mostrato un gruppo di migranti africani che, a poca distanza da Tripoli, vengono venduti all’asta come schiavi a 400 dollari.

Il 21 novembre, il Ministero dell’Interno francese ha annunciato che la Francia sarà il primo Paese europeo ad accogliere i migranti che sono stati evacuati dalla Libia in Niger dalla UN Refugee Agency. Entro gennaio 2018, è previsti che 25 migranti di origini eritree, etiopi e sudanesi, tra cui 15 donne e 4 bambini, attualmente in Niger, vengano trasferiti in Francia. Tali individui hanno raggiunto la capitale nigerina lo scorso 11 novembre dalla Libia, grazie all’aiuto della UN Refugee Agency, dopo aver vissuto per lungo tempo in condizioni molto gravi nei centri di detenzione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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