Gerusalemme: la reazione araba e islamica alla Risoluzione ONU

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 11:59 in Israele Palestina USA e Canada

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I Paesi e le organizzazioni arabi e islamici hanno accolto favorevolmente la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si è espressa contro il cambiamento dello status di Gerusalemme.

Giovedì 21 dicembre, l’Assemblea Generale dell’ONU aveva approvato, con 128 voti a favore, una Risoluzione non vincolante che respingeva il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, annunciato ufficialmente dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 6 dicembre.

Da parte sua, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha accolto favorevolmente la decisione dell’Assemblea Generale e ha dichiarato, tramite il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, che “tale decisione conferma ancora una volta che la giusta causa palestinese gode del supporto del diritto internazionale e nessuna decisione, da parte di nessuno, può cambiare la realtà”. In un comunicato, emesso giovedì 21 dicembre, il portavoce di Abbas ha affermato: “Gerusalemme è un territorio occupato sotto il diritto internazionale. Continueremo a i nostri sforzi nelle Nazioni Unite e in tutti i forum internazionali per porre fine all’occupazione e creare uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme est”.

In merito alla decisione dell’Assemblea Generale si è espresso anche Hamas, il quale ha definito il voto “una vittoria dei diritti, della giustizia e della storia” dei palestinesi. In un comunicato, emesso giovedì 21 dicembre, il capo dell’ufficio politico del movimento, Ismail Haniyeh, ha lodato la posizione dei Paesi che hanno votato “a favore dei diritti dei palestinesi” e ha invitato l’amministrazione americana a “rispettare la volontà internazionale, ritrattando la propria decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele”. Infine, Haniyeh ha mostrato “la volontà dei popoli liberi di rifiutare l’egemonia americana e il metodo del bullismo politico utilizzato dagli americani in un modo che dimostra che il linguaggio della minaccia non funziona più di fronte ai diritti, ai principi e a interessi più forti”.

Hamas fa riferimento al fatto che, prima che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunisse per votare la Risoluzione, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva minacciato di sospendere l’emissione di aiuti finanziari ai Paesi che avrebbero votato a favore della Risoluzione, contro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.

Da parte sua, anche la Lega Araba ha accolto favorevolmente la decisione dell’Assemblea Generale e ha dichiarato che si tratta “dell’affermazione dei diritti arabi e palestinesi in merito a Gerusalemme, oltre all’annullamento degli effetti della decisione americana”.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato, attraverso Twitter: “Accogliamo favorevolmente la posizione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, decisa attraverso la maggioranza, in merito al progetto di Risoluzione su Gerusalemme” e ha aggiunto: “Speriamo che Trump ritratti la sua decisione spiacevole, che l’Assemblea Generale ha chiaramente dichiarato illegittima”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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