Gerusalemme: Assemblea Generale dell’Onu condanna la decisione di Trump

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 9:50 in Israele Palestina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha respinto il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Giovedì 21 dicembre, durante la riunione dell’Assemblea Generale, è stata approvata la Risoluzione, non vincolante, per impedire che Gerusalemme venga riconosciuta capitale israeliana e per bloccare il trasferimento dell’ambasciata americana da tel Aviv alla Città Santa. La dichiarazione riafferma quanto sostenuto dalle Nazioni Unite dal 1967, ossia che lo status definitivo Gerusalemme dovrà essere deciso mediante negoziati diretti tra Israele e Palestina.

La Risoluzione è stata approvata con 128 voti a favore e 9 contro, con 21 assenti e 35 astenuti.

Lunedì 18 dicembre, il documento, redatto e proposto dall’Egitto, era già passato al vaglio del Consiglio di Sicurezza, ma gli Stati Uniti avevano esercitato il diritto di veto, bloccando la sua approvazione. Con il sostegno di alcuni Stati arabi e musulmani, la Risoluzione è stata allora sottoposta al voto dell’Assemblea Generale, composta da 193 Stati, dove nessun membro ha il diritto di veto. Se fosse stata approvata al Consiglio di Sicurezza, la mozione avrebbe avuto un valore diverso, tuttavia, la sua ratificazione ha comunque un peso politico importante.

Il giorno dopo il voto presso il Consiglio di sicurezza, martedì 19 dicembre, l’ambasciatrice americana presso l’Onu, Nikki Haley, aveva inviato a circa 180 Stati dell’Assemblea Generale una lettera, nella quale affermava che Washington avrebbe ricordato i nomi di coloro che avrebbero votato per approvare la Risoluzione. Il giorno seguente, mercoledì 20 dicembre, Trump aveva minacciato di tagliare i fondi a tutti quei Paesi favorevoli alla mozione, pensando che tale mossa avrebbe potuto influenzare la decisione di quegli Stati che usufruiscono maggiormente degli aiuti finanziari statunitensi, tra cui Afghanistan, Egitto, Giordania, Pakistan, Nigeria, Etiopia, Tanzania e Sudafrica, che, invece, hanno votato a favore del documento. I Paesi sostenitori del No, oltre a Israele e agli Stati Uniti, sono stati Guatemala, Honduras, Micronesia, Palau, Nauru, Togo e le Isole Marshall. Tra gli astenuti figurano Australia, Argentina, Canada, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Malawi, Ruanda, Ungheria, Lettonia, Romania e Messico.

In seguito alla comunicazione dell’esito, l’amministrazione Trump ha fatto sapere che il voto in seno all’Assemblea Generale non influirà sul trasferimento dell’ambasciata ameircana da Tel Aviv a Gerusalemme. Subito dopo l’incontro di giovedì 21 dicembre, Nikki Haley ha invitato i 65 ambasciatori dei Paesi che hanno votato Nop, che si sono astenuti e che sono stati assenti alle votazioni, ad un incontro, il 3 gennaio 2018, per ringraziarli dell’amicizia mostrata nei confronti degli Stati Uniti. La diplomatica ameircana ha aggiunto che questo voto cambierà il modo in cui gli Stati Uniti considereranno l’Onu e le nazioni che hanno mancato di rispetto a Washington.

L’ambasciatore palestinese, Riyad Mansour, ha definito il voto una vittoria non solo per i palestinesi, ma anche per le Nazioni Unite e la legge internazionale, affermando che la Haley ha fallito nel suo tentativo di costringere gli Stati membri a respingere la mozione. I leader palestinesi hanno ringraziato l’Assemblea Generale per aver respinto la decisione di Trump, nonostante la pressione esercitata da Washington.

Giovedì 21 dicembre, prima che l’Assemblea Generale votasse, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sostenuto che, nonostante il voto, Gerusalemme rimarrà la capitale dello Stato israeliano e che, nella sua visione, altri Paesi seguiranno l’esempio di Washington e sposteranno le proprie ambasciate nella Città Santa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.