Gerusalemme: Abbas rifiuta USA come mediatore per la pace

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 18:57 in Israele Palestina USA e Canada

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Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha dichiarato che non accetterà nessun piano statunitense per il processo di pace con Israele, dopo che l’amministrazione Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale israeliana.

La dichiarazione è stata fatta da Abbas venerdì 22 dicembre a Parigi, durante una conferenza stampa congiunta col presidente francese, Emmanuel Macron, il quale ha accusato gli Stati Uniti di isolarsi, con la loro condotta, dal conflitto israelo-palestinese. Il piano al quale si riferisce Abbas è quello che gli Stati Uniti stanno sviluppando da qualche mese e che probabilmente verrà annunciato nel 2018, nonostante a oggi non siano stati divulgati i dettagli. Il leader palestinese ha ripetuto che Washington non è più considerata un partecipante onesto alle trattative di pace con Israele, pertanto il ruolo del governo statunitense come mediatore nel processo non sarà più accettato.

L’affermazione di Abbas ha fatto seguito agli esiti dell’incontro di giovedì 21 dicembre presso l’Assemblea Generale dell’Onu, durante il quale gli Stati membri hanno votato a favore della Risoluzione che respingeva la dichiarazione di Washington. Il risultato, secondo Abbas, riflette l’attuale status di Gerusalemme come territorio occupato sottoposto a legge internazionale.

Il 6 dicembre, in un discorso alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e aveva avviato le procedure per spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. In seguito al discorso del presidente, numerose proteste si sono scatenate in tutto il mondo.

Il 18 dicembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una Risoluzione proposta dall’Egitto per contrastare le dichiarazioni di Trump. Il documento affermava che ogni azione o decisione in grado di alterare le caratteristiche, lo status o la composizione demografica della Città Santa di Gerusalemme non aveva effetto legale e doveva essere annullata, in conformità con le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Gli Stati Uniti hanno esercitato il diritto di veto, impedendo l’approvazione della mozione, che è stata allora posta all’attenzione dell’Assemblea Generale dell’Onu per iniziativa di alcuni Paesi arabi e musulmani. Le Risoluzioni approvate dall’istituzione non sono vincolanti, ma hanno comunque peso politico. Inoltre, nessuno degli Stati membri ha il diritto di veto. Giovedì 21 dicembre l’Assemblea Generale ha approvato la mozione, respingendo le decisioni di Trump. L’amministrazione del presidente americano, tuttavia, ha fatto sapere che la decisione approvata non influenzerà la decisione di trasferire l’ambasciata, e ha minacciato di tagliare i fondi ai Paesi che hanno votato a favore della Risoluzione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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