Corea del Nord: probabili ulteriori sanzioni dall’Onu

Pubblicato il 22 dicembre 2017 alle 18:23 in Asia Corea del Nord

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito, venerdì 22 dicembre, per decidere se imporre ulteriori sanzioni sulla Corea del Nord.

Il testo del documento è stato redatto dagli Stati Uniti, dopo una serie di trattative con la Cina, ed è stato fatto circolare tra gli Stati membri dell’istituzione giovedì 21 dicembre.

Le nuove restrizioni, se approvate, limiteranno le entrate di petrolio, tagliando di circa il 90% le importazioni di carburante, essenziali per l’economia del Paese. Inoltre, tutti i nordcoreani che lavorano all’estero verranno costretti a rimpatriare, entro 12 mesi, e saranno inaspriti i controlli sulle spedizioni.  Le sanzioni, infatti, proibiranno l’esportazione di prodotti alimentari, macchinari industriali, materiale elettrico, mezzi di trasporto, terreno, pietre, legno e imbarcazioni dalla Corea del Nord. Queste restrizioni sono molto meno dure di quelle che voleva proporre l’amministrazione Trump, che comprendevano, tra le altre, il divieto totale di importare petrolio e il congelamento del patrimonio internazionale del governo nordcoreano e del suo leader, Kim Jong-Un.

Numerosi ambasciatori presso le Nazioni Unite si sono pronunciati a favore delle sanzioni. L’ambasciatore giapponese, Koro Bessho, ha affermato che la pace nella Corea del Nord è raggiungibile solamente con la dimostrazione di un piano concreto di denuclearizzazione della penisola coreana, in base alle più importanti  Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, oltre che alla partecipazione dei leader del Paese alle trattative. L’ambasciatore italiano, Sebastiano Cardi, ha definito il documento proposto dagli Stati Uniti “una risposta appropriata e proporzionale” alla gravità della situazione attuale. L’ambasciatore della Corea del Sud, Cho Tae-yul, ha affermato che l’obiettivo non è mettere in ginocchio Pyongyang, quanto risolvere la crisi in modo pacifico. La Corea del Sud non fa parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ma Cho ha comunque tenuto un discorso, dato l’alto livello di coinvolgimento del suo Paese negli avvenimenti.

Le ulteriori restrizioni sono una conseguenza del test nordcoreano del missile balistico intercontinentale, il ventesimo dall’inizio dell’anno, lanciato il 29 novembre. A detta del governo di Pyongyang, il razzo sarebbe in grado di colpire il territorio statunitense. Il lancio era stato effettuato in seguito all’inizio delle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seul, l’11 novembre.

Se approvate, le sanzioni rappresenteranno la terza tornata di restrizioni imposte dal Consiglio di Sicurezza per tentare di fermare il programma balistico di Pyongyang e portare le autorità del Paese al tavolo delle trattative.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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