Ucraina: USA e Canada autorizzano la vendita di armi letali

Pubblicato il 21 dicembre 2017 alle 19:12 in USA e Canada Ucraina

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L’amministrazione Trump ha autorizzato la vendita di armi di difesa letali in Ucraina.

The Washington Post ha riferito che la misura adottata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prevede la sospensione del divieto sulla vendita di armi a Kiev, che era in vigore durante l’amministrazione Obama.

Nel 2014, il Congresso aveva ratificato l’Ukraine Freedom Support Act, un documento secondo il quale gli Stati Uniti avrebbero dovuto assistere il governo ucraino nel riprendere il controllo sui propri territori e nel ristabilirne l’integrità. Il documento era stato stilato in seguito al fatto che il 6 aprile 2014, alcuni manifestanti armati si impadronirono di alcuni palazzi governativi nelle regioni di Donec’k, Luhans’k e Charkiv, proclamando l’indipendenza delle due Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk. Tra il 22 e il 25 agosto l’esercito russo oltrepassò il confine del territorio ucraino, senza il permesso del governo locale, che definì l’azione un’invasione diretta da parte della Russia in Ucraina. La situazione tra Kiev e Mosca era già tesa in quanto, a febbraio 2014, l’intervento russo in Crimea, una penisola sotto il controllo ucraino, aveva portato a una crisi politica nell’area.

In tale contesto, con l’approvazione dell’Ukraine Freedom Support Act, l’amministrazione Obama avrebbe impedito al governo della Federazione Russa di destabilizzare e invadere ulteriormente l’Ucraina e altri Stati indipendenti nell’Europa orientale e in Asia centrale. Il documento, che consentiva di fornire armi letali all’esercito di Kiev, non era mai stato ratificato dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e ciò aveva bloccato l’approvazione della proposta, dal momento che i progetti di legge del Congresso americano richiedono il via libera del presidente, prima di essere ufficialmente adottati.

Mercoledì 20 dicembre, Trump ha autorizzato la vendita di armi letali all’Ucraina. La decisione è stata supportata dai funzionari del gabinetto di Sicurezza Nazionale e dal Congresso, ma potrebbe mettere in pericolo il suo desiderio di collaborare col presidente della Russia, Vladimir Putin. In tale occasione, il Dipartimento di Stato ha approvato una licenza commerciale, pari a 41 milioni e mezzo di dollari, che autorizza il trasferimento in Ucraina di un sistema Sniper M107A1, munizioni e altri accessori. Non è stata però approvata l’esportazione di armi più pesanti richieste dal governo di Kiev, come i missili anticarro Javelin. The Washington Post riporta che la decisione di Trump di approvare in modo limitato la vendita di armi potrebbe essere un tentativo per accontentare i sostenitori e, allo stesso tempo, evitare la nascita di reazioni negative da parte di coloro che temono che questa mossa possa inasprire la crisi.

Già il 19 settembre, gli Stati Uniti avevano stanziato 500 milioni di dollari per il sostegno della sicurezza e della difesa di Kiev, sostenendo che il disegno di legge prevedeva la fornitura di armi letali di natura difensiva, secondo quanto riferito dal presidente ucraino, Petro Poroshenko. Tuttavia, dopo un incontro a porte chiuse tenutosi il 22 settembre, alla Casa Bianca, il presidente ucraino aveva ritirato questa dichiarazione, spiegando che gli aiuti statunitensi comprendevano mezzi di guerra elettronica per rendere efficaci le azioni delle forze armate. Anche l’assistente del presidente americano per la Sicurezza Nazionale, Herbert Mcmaster, aveva annunciato, il 5 dicembre, che Washington avrebbe continuato a effettuare consegne di armi non letali all’esercito ucraino.

Il presidente del Comitato per gli Affari Esteri del Senato statunitense, Bob Corker, ha elogiato la scelta dell’amministrazione Trump. Tuttavia, un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato al The Washington Post che nonostante adesso, per la prima volta, l’Ucraina abbia l’autorizzazione per esportare armi letali dagli Stati Uniti, ciò non implica che il governo di Washington abbia direttamente venduto o fornito armi all’Ucraina, aggiungendo che questa autorizzazione è stata garantita sulla base di un’analisi caso per caso.

Il 17 dicembre, anche il Canada aveva dato il via libera agli appaltatori della Difesa Nazionale per vendere armi all’Ucraina, nonostante le opposizioni di Amnesty International. La decisione, pubblicata in un report del Comitato della Difesa Nazionale canadese, afferma che il governo di Ottawa fornirà armi letali a Kiev se l’Ucraina dimostrerà di lottare attivamente contro la corruzione. Oltre agli armamenti, il Canada fornirà anche scambi di informazioni con l’intelligence, cooperazione nell’industria della difesa, supporto contro i cyber attacchi e aiuti contro la disinformazione e la propaganda straniera nei media.

Le decisioni di Stati Uniti e Canada sono state prese in seguito al fallimento delle trattative tra Mosca e Washington per quanto riguarda la missione per il mantenimento della pace proposta dalle Nazioni Unite nella regione orientale ucraina del Donbass.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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