Serbia: decine di migranti bloccati al freddo al confine con la Croazia

Pubblicato il 21 dicembre 2017 alle 8:36 in Immigrazione Serbia

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Decine di migranti sono bloccati al gelo nelle vicinanze di Sid, in Serbia, al confine con la Croazia, nel tentativo di entrare in Europa. Alcuni di loro hanno rivelato a Reuters di aver provato almeno trenta volte a varcare il confine, ma di essere sempre stati respinti dalle forze di sicurezza locali. Secondo dati ufficiali, sarebbero almeno 4,500 gli stranieri nei campi profughi della Serbia. Coloro che non hanno abbastanza soldi per pagare i trafficanti, spesso, si nascondono nei treni o nei camion che varcano i confini europei, rischiando la vita. Il 21 novembre, una bambina afghana è morta sotto un treno mentre cercava di salirvi per andare in Croazia con la sua famiglia.

La rotta balcanica è stata chiusa con l’accordo sull’immigrazione tra Turchia e Unione Europea, firmato il 18 marzo 2016, il quale mirava a bloccare i flussi diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Nonostante la riduzione dei flussi, tale accordo non ha avuto gli effetti che l’UE aveva sperato. Il 14 febbraio 2017, Amnesty International ha pubblicato un reclamo, in cui ha denunciato la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, sono stati invece lasciati in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. Inoltre, l’8 aprile, il network contro la povertà Oxfam ha pubblicato un report in cui ha denunciato il trattamento violento ed illegale dei migranti lungo la tratta balcanica da parte delle autorità locali. Le ricerche sono state condotte dallo Human Rights Center di Belgrado e dalla Young Macedonian Lawyers Association, i quali hanno riscontrato che tali incidenti sono avvenuti in Serbia, Ungheria, Croazia, Bulgaria e Macedonia. Il documento rende noto che molti richiedenti asilo, tra cui diversi bambini, sono stati costretti dentro gabbie, privati del cibo per almeno tre giorni e torturati con dispositivi elettrici dalla polizia e dalle guardie di frontiera. La Oxfam ha raccolto le testimonianze di 140 migranti, i quali hanno rivelato di essere stati picchiati, derubati e trattati in maniera inumana. Molti di loro hanno riferito di essere stati deportati illegalmente e di non aver ricevuto alcun permesso di asilo.

La maggior parte dei migranti arriva in Serbia attraverso la Turchia e la Bulgaria, ed è originaria del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia. Dal maggio 2015, la Serbia sta vivendo una grave crisi di rifugiati in quanto, tra il 2015 e il primo quarto del 2016, più di 920,000 migranti e richiedenti asilo, provenienti soprattutto da Siria, Afghanistan e Iraq, hanno attraversato il suo territorio per cercare di arrivare nei Paesi dell’Europa centrale. Attualmente, le autorità di Belgrado hanno messo a disposizione 18 campi per rifugiati sparsi in tutto il Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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